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Abraham Lincoln

“La guerra in casa”. Nell’ultimo libro di Arditti l’analisi dei nuovi conflitti tra disinformazione e spie di ultima generazione

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L’esportazione della democrazia da parte dell’occidente non è riuscita nelle sue aspettative e il processo di pace universale presente nella mente dei grandi  pensatori non è qualcosa di scontato. La sana globalizzazione del mondo attraverso la mediazione etica, filosofica e politica per ora non ha raggiunto il suoscopo. Serve un cambio di passo? Tutto questo è spiegato nel libro “La Guerra in Casa” scritto magistralmente dal giornalista Roberto Arditti.
Democrazia è un concetto molto complesso, in quanto non legato al semplice commercio dei beni di consumo, deve nascere da un bisogno dei cittadini ed è vero che le organizzazioni internazionali hanno il dovere di intervenire in contesti difficili quando da essi richiesto. Non operazioni di forza o di colonialismo, è necessario comprendere i valori e la cultura altrui, analizzare il contesto rispettandone l’origine, accompagnando quel popolo a depurarsi della violenza subita con un
approccio etico fondato sul bisogno. Se c’è una certezza che accomuna i grandi pensatori della politica e delle relazioni internazionali è la capacità di saper guardare con occhi intellettualmente onesti e brutalmente disincantati il danno che provoca il maneggiare poteri enormi e somme didenaro immense a scapito di milioni di vite umane.
“La spesa militare globale nel 2022 ha raggiunto il massimo storico di 2.240 miliardi di dollari, con un incremento del 3,7% rispetto all’anno precedente (dati SIPRI, Stockholm International Peace Research Institute, rapporto annuale del 24 aprile 2023), un incremento legato ad una tendenza strategica al riarmo e non direttamente causata dalle guerre in corso. Secondo Nan Tian, ricercatore senior del SIPRI, «viviamo in un mondo sempre più insicuro» e il riarmo è la reazione
degli Stati a questo deterioramento”(Treccani).La spesa militare degli Usa nel 2022 è stata di 877 miliardi di dollari, il 39% della spesa militare mondiale, quella della Cina 292 miliardi, della Russia 86,4 miliardi con un incremento del 9,2% rispetto al 2021. L’Italia in questa classifica è al 12° posto con 3,5 miliardi. Analizzando questi dati possiamo comprendere che viviamo in un mondo dominato dalla diffidenza, in cui il ricorso alle guerre e ai conflitti sembrano ancora la “Soluzione”. Le guerre attuali atte a far cadere regimi o addirittura presidenti nelle democrazie non si combattono soltanto con le armi ma anche con strategie di linguaggio e narrative, con la disinformazione. Le interferenze politiche ed economiche, gli attacchi di influenze non sono una cosa estemporanea, la disinformazione mina le società libere, valutarne i rischi è difesa della sicurezza nazionale. La minaccia più nota è lo spionaggio politico, militare, economico, tecnico scientifico, Core-Business dei servizi segreti di tutto il mondo, cioè, la minaccia di ingerenza e di influenza. Spiegando meglio, questo tipo di minaccia si ha quando, interventi segreti di uno stato sono finalizzati ad influenzare le decisioni di un altro stato, influenzarne cioè l’opinione pubblica, condizionarne la situazione politica e sociale. Una figura chiave in questo tipo di intervento è l’agente di influenza, si tratta di un personaggio inserito nel mondo politico, parlamentare, nelle istituzioni economiche di un certo paese, o nei media. Egli opera in maniera occulta sotto la guida di un apparato di intelligence estero tentando di condizionare i processi decisionali del proprio paese, dei governi, dell’opinione pubblica.

Dal 2015 i servizi segreti esteri di alcuni paesi operano, intenzionati dal controspionaggio occidentale, per attacchi cyber, interferenza elettorale,
disinformazione e penetrazione economica e finanziaria. Le ingerenze però possono manifestarsi anche con interventi di carattere paramilitare come assassinii mirati, effettuati da forze speciali, o con il supporto clandestino a movimenti o gruppi armati terroristici. Questo oggi si chiama minaccia ibrida. Questa è una questione molto delicata per le democrazie e preoccupa le dirigenze occidentali.Questa breve introduzione per esplicitare i potenziali rischi ai quali oggi, i governi e gli stati, possono essere soggetti. Nel Libro scritto da Roberto Arditti “La Guerra in Casa. Come e perché la corsa al riarmo riguarda tutti noi” gli argomenti sono molteplici, si parla del mondo delle armi, dell’Intelligence e del Soft Power, della Nato, della difesa europea, e dell’Italia in mezzo. Un libro di “cultura” visto che la disinformazione regna sovrana.

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