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Gianni Rodari

Le speranze della Grecia. Dal turismo alle start up alla cooperazione

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lavoroAndrea Stefanidis è greco e come tutti i greci ama la sua patria, ma ha lo sguardo rivolto all’estero, al mondo. Il suo obiettivo è quello di creare lavoro per i giovani e in effetti ci sta riuscendo. E’ il presidente dell’Accademy of Entrepreneurship, a cui fanno riferimento attualmente circa 300 membri. “La disoccupazione – spiega – è il terzo problema più grande nel mondo. Il mio obiettivo è quello di creare posti di lavoro per i giovani. Noi in Grecia abbiamo una sola possibilità per uscire dalla crisi, quello di fare rete e di usare la testa”. La disoccupazione fra i giovani in Grecia è alle stelle, il dato è di poco superiore a quello italiano, sostanzialmente un giovane su due sotto i 25 anni non ha il lavoro.

L’idea di Andreas, 44 anni, di cui venti passati a studiare all’estero è quella di “fare rete”, ma non solo. “Serve un approccio meno egoreferenziale – continua – ma ecoreferenziale, perché ogni azione anche economica deve partite dall’uomo. Anche l’economia dovrebbe essere antropocentrica. Uso sempre questa parola greca, per spiegare cosa ho in testa. D’altra parte anche crisi è una parola greca”. La Grecia insomma non può pensare di superare la crisi ripartendo dalla produzione. Non si produce quasi nulla in questo paese. La prima voce del Pil è il turismo. Arrivano ogni anno nel continente e nelle isole milioni di turisti, inglesi, tedeschi ed italiani.

Per questo avere buoni rapporti con l’Italia è fondamentale, ma anche con Germania e Inghilterra. “Il turismo è un asset importante – prosegue Andreas Stefanidis, che ha fondato anche Aephora, una società no profit – il futuro sono i servizi. I nostri giovani hanno alcune possibilità in più di altri, compresi voi italiani, perché quasi tutti parlano molto bene l’inglese, ma devono imparare a condividere e a fare rete. Se hai un’idea buona e la tieni per te perché hai paura che te la rubino, ecco, allora sei fuori dal mondo. Ma mi rendo conto che l’Europa, anche l’Italia è così, sia ormai depressa”. Le possibilità per il rilancio dell’economia, ma anche della società invece ci sono. E’ questo che fa ogni giorno InnovaAtene, un network di professioni come Stefanidis, che funge da incubatore per le start up, ma non per tutte. Solo quelle che diventano sostenibili nel giro di tre anni e che danno lavoro ai giovani.

Ma c’è anche un’altra possibilità: i progetti di cooperazione internazionale. Alessandro Napoli è italiano, ma da quasi trent’anni vive in Grecia, a Salonicco, dove da due è il coordinatore del lavoroprogramma di cooperazione europea Grecia-Italia. Nell’ultimo settennio (2007-2013) ha visto finanziati 77 progetti per 120 milioni di euro. Circa la metà insistono sulla Puglia, che è la regione partner della Grecia, gli altri stanno sviluppando la Grecia. “Per ogni progetto in media vengono coinvolti 4 o 5 partner – ci spiega – ne abbiamo molti in atto, anche su cose apparentemente piccole, ma importanti, la pesca, il turismo, soluzioni nuove e sostenibili. I progetti danno lavoro soprattutto ai giovani e creano le condizioni per sviluppare una rete di relazioni internazionali molto utili a questo paese”. Le happy end stories insomma ci sono anche in Grecia, solo che la stampa internazionale non ne parla. Per tutti, soprattutto per chi lavora nella cooperazione e negli incubatori, è fondamentale la svolta data dal governo Tsipras alla visione economica. “E’ il neoliberismo – aggiunge Alessandro Napoli – che ha messo in ginocchio la classe media in Grecia, come in Italia e nel resto dell’Europa mediterranea. Invece la politica economica del governo Tsipras, portata avanti dal ministro Ianis Varoufakis, che pone al centro il lavoro e la persona è la risposta alla crisi. L’unica possibile, in effetti”.

Letizia Magnani

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