Compili il suo pronostico, ci penserà il futuro!

Gianni Rodari

Marocco: Mohammed VI riceve i Leoni dell’Atlante

0

I calciatori della nazionale marocchina sono rientrati a Rabat dopo il quarto posto ottenuto ai mondiali di Qatar 2022

I Leoni dell’Atlante sono ritornati in Marocco. I calciatori sono stati accolti con grande fervore popolare al loro arrivo all’aeroporto di Rabat. Sono stati seguiti dalla folla fino al Palazzo Reale dove sono stati ricevuti dal re Mohammed VI.

La squadra ha incontrato il pubblico, non appena arrivata verso le 17 all’aeroporto di Rabat-Salé. E’ passata per l’Avenue Hassan II – Place November 16 – Place Chellah – Place Roi Hussein – Av. Mohammed V – Place Al Barid- Place Mohammed V – Place January 11 – Av. Moulay El Hassan – Bab Essoufara, fino al suo arrivo al Palazzo Reale. Solo dopo ha incontrato il re che ha celebrato la squadra con una cerimonia di benvenuto.

Classificandosi quarti ai Mondiali di Qatar 2022, i Leoni dell’Atlante hanno ottenuto una prestazione storica. Questo perché senza precedenti negli annali di calcio, per un paese nordafricano, arabo e musulmano.

Il Marocco ha lasciato il segno in questa competizione, suscitando entusiasmo e un fervore raro in tutto il mondo. Fervore che ha trasceso confini, spiritualità e differenze geostrategiche. I Leoni dell’Altante hanno brillato mostrando i valori universali che fanno la forza del modello marocchino. Modello sotto la guida del re, vale a dire l’audacia, la forza di convinzione, la disciplina, la solidarietà e l’altruismo. Oltre al rispetto per gli altri e ai valori della famiglia.

Questo modello universale, è stato rappresentato dall’Undici Nazionale, come segno distintivo del Regno nel concerto delle Nazioni. E’ stato più volte evidenziato attraverso l’entusiasmo e le celebrazioni suscitate dalle vittorie del Marocco in questo contesto Globale. Da Tel Aviv, a Gaza, da Dal Cairo a Parigi, via New York, Parigi o anche Dakar e Khartoum.

Il famoso statunitense, “New York Time”, ha osservato che “qualunque sia il vincitore della Coppa del Mondo, questo campionato è stato quello del Marocco”. L’impresa dei Leoni dell’Atlante ha compiuto collettivamente un passo avanti psicologico. Sia per i paesi africani che per quelli arabi e musulmani e, più in generale, per le presunte piccole nazioni. Quello che è lecito sognare di far parte delle grandi leghe.

L’impresa dei Leoni dell’Atlante consacra il Marocco come paese storicamente pionieristico. Paese che porta con orgoglio i colori del Maghreb, dell’Africa e del mondo arabo-musulmano.

I Leoni dell’Atlante sono diventati motivo di orgoglio per marocchini, arabi e africani. Questi ultimi continuano a esprimere la loro soddisfazione per i risultati della selezione marocchina. Questo perché ha messo in difficoltà diverse potenze calcistiche mondiali e dato speranza a Paesi prima emarginati nel mondo del calcio.

I Leoni dell’Atlante, con i loro successi, hanno segnato la storia del calcio e hanno ispirato diversi paesi.

Lo spirito dei giocatori marocchini è stato combattivo. Molti di loro hanno insistito per rigiocare in semifinale e nei quarti, nonostante gli infortuni e il logorio dovuto alla sequenza delle partite. I Leoni dell’Atlante hanno restaurato l’immagine del calcio marocchino, a livello internazionale, con i valori ancestrali della società marocchina (fede, pazienza, perseveranza, benedizione dei genitori, competitività, solidarietà, spirito di famiglia…).

Il percorso della nazionale di calcio, ha messo in evidenza tutto ciò che riguardava il Regno del Marocco. Ha generato un interesse senza precedenti per la cultura marocchina, il patrimonio storico, il dialetto marocchino. Ma anche per il potenziale economico e turistico, le prospettive di investimento e le infrastrutture.

Le prestazioni dei giocatori della Nazionale hanno fatto luce sulle capacità dello staff nazionale e dei membri della Mohammed VI Football Academy. L’ampia rete sul territorio locale, frutto di una politica portata avanti da diversi anni dal re. E’ un investimento sui giovani talenti in tutto il Marocco.

 

L'Autore

Lascia un commento