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molto prima che accada.

Rainer Maria Rilke

“Nelle scarpe dell’altro”, racconti dal carcere

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carcereSi è svolta a Roma la cerimonia di premiazione della quinta edizione del Premio letterario Goliarda Sapienza “Racconti dal carcere”, che ha ricevuto la Medaglia del Presidente della Repubblica. Serena Dandini, in qualità di presentatrice assieme ad Antonella Bolelli Ferrera, prima di dare inizio alla conduzione, ha invitato tutti i presenti a un minuto di raccoglimento silenzioso in memoria delle vittime del terribile attacco di Parigi. Ha poi comunicato che Dacia Maraini, madrina del Premio, a causa delle condizioni di salute della madre, non è potuta essere presente all’evento. L’intera cerimonia è stata poi condotta da Serena Dandini con simpatia e prontezza di spirito contribuendo o a creare un’indimenticabile atmosfera di umanità e sincerità. Nel suo breve intervento Santi Consolo – Capo Dipartimento Amministrazione Penitenziaria ha affermato collaborando al Premio “vogliamo garantire la libertà della mente che si confronta in un impegno di scrittura e quindi di comunicazione. Per noi appoggiare e sostenere questo Premio significa voler partecipare a un percorso di progresso.” Ha voluto poi ringraziare e ricordare tutte le persone che operano in questa struttura, soprattutto la polizia penitenziaria che si espone in prima persona per garantire la sicurezza all’interno degli istituti penitenziari. Francesco Cascini, Capo Dipartimento Per La Giustizia Minorile ha precisato che dopo i terribili fatti di Parigi, “il rischio più forte è che la reazione emotiva possa ridurre le libertà dei cittadini. Proprio per questo abbiamo voluto confermare oggi questa iniziativa anche per dimostrare l’apertura, l’uscita dalle forme di isolamento, sia per i detenuti adulti che per i più giovani. “Aumentare iniziative di questo tipo,” ha concluso” è un modo differente per conquistare un margine di sicurezza nel nostro sistema.”

Silvana Sergi, Direttore C.C. Regina Coeli, ha voluto offrire un ringraziamento speciale a tutto il personale che di fronte alla possibilità di annullare questa cerimonia per motivi di sicurezza, ha dimostrato coraggio nel voler comunque garantire il sereno svolgimento della cerimonia. “Ed è grazie a loro che oggi siamo in grado di garantire la presenza dei 100 ospiti qui presenti.” Ha poi concluso “Questa manifestazione ci fa volare sulle ali della libertà e anche quest’anno siamo felici di ospitare il Premio Goliarda Sapienza.” L’ideatrice del Premio Antonella Bolelli Ferrera ha salutato e ringraziato il Presidente Pier Ferdinando Casini e l’Assessore alla Cultura e alle Politiche Giovanili Lidia Ravera e ha presentato il libro All’inferno fa freddo – Racconti dal carcere” Rai Eri, di cui è curatrice, che raccoglie i 25 racconti finalisti e le introduzioni dei rispettivi tutor. Ha poi chiamato sul palco Luigi De Siervo, amministratore delegato di Rai Com, il quale ha sottolineato l’impegno “della Rai nel cercare di fare il proprio meglio affinché chiunque partecipi al Premio possa in qualche modo riempirsi la vita con questa straordinaria esperienza.” Ha poi concluso chiedendo a tutti i presenti di far di tutto per far parlare del libro e farlo conoscere al maggior numero di lettori e cittadini. Alcuni tutor che hanno conosciuto per la prima volta gli scrittori detenuti che gli sono stati affidati, hanno espresso parole calorose e li hanno incoraggiati a continuare a scrivere. All’unanimità i tutor letterari hanno riconosciuto di essere rimasti molto colpiti dalla consapevolezza e dall’autenticità con cui i racconti dei detenuti sono scritti.

“La scrittura mi ha salvato la vita – ha dichiarato uno dei detenuti finalisti – in uno dei momenti più difficili della mia vita. E adesso, sentire che la mia tutor mi definisce, uno scrittore nato mi riempie di orgoglio e gioia e mi commuove.” Andrea Purgatori ha voluto precisare che “questo non è un premio letterario per detenuti, ma un premio letterario, punto!” Si è rivolto poi al direttore Andrea Vianello invitandolo nel prossimo programma in cui si parlerà di libri di presentare il volume che raccoglie i 25 racconti finalisti, “dove è visibile la differenza tra un racconto di plastica e un racconto scritto con l’anima”. Pino Corrias, che da tre anni è tutor del Premio Goliarda Sapienza, è stato il promotore del progetto I corti del Premio Goliarda Sapienza, “proprio per dare una chance in più ai detenuti scrittori”. Lidia Ravera, Assessore alla Cultura per la Regione Lazio, ha trasmesso un messaggio di incoraggiamento ai detenuti e agli organizzatori del Premio: “Scrivere carcereaiuta a vivere, è una protesi necessaria per camminare spediti, per non cadere, o, se si cade, per rialzarsi. Scrivere ti fa sentire, sempre, protagonista di un racconto, di una storia, la tua. Anche se sei nato nel posto sbagliato, anche se la società ti ha sospinto verso i margini, scrivere ti rimette al centro, combatte la marginalità, include. Conosco il premio dagli esordi, sono stata tutor di una grande detenuta. Penso che promuovere l’amore per la parola, dove si è accerchiati dal silenzio, sia una priorità culturale e politica. Come Regione Lazio sosteniamo il teatro nelle carceri, le officine delle arti e dei mestieri, con la passione di chi crede nella funzione salvifica dell’espressione, della creatività, della narrazione.”

Un detenuto finalista ha preso la parola chiedendo di poter parlare dell’ergastolo e ha pronunciato parole intense: “Sono detenuto dal 1984 e condannato all’ergastolo. A un certo punto non sai più andare avanti perché non avere il fine pena, ti fa andare avanti per inerzia e si può finire non si sa come. Agli addetti ai lavori, vi dico trovate una soluzione, non si può pensare di morire in carcere.” Erri De Luca parlando del testo dello scrittore detenuto che gli è stato affidato quest’anno ha sintetizzato: “Profondità, vastità, un passaggio sulla neve che vale tutta la letteratura che ho letto di recente.” Ha voluto poi riprendere il discorso sul fine pena mai: “Io dico da libero che l’ergastolo è un’aberrazione. E aggiungo, ho saputo che non entrano libri nel 41bis, questa è una persecuzione, un supplemento di pena, una terapia non adatta ai reclusi”. Silvana Mazzocchi raccontando brevemente il racconto dell’autrice detenuta che le è stata affidata ha espresso un profondo apprezzamento e ha concluso: “Nel suo racconto le parole sono lacrime di dolore ma anche di speranza.” Emozionanti gli interventi dei detenuti finalisti, chi ha dichiarato “in questo momento qui dentro siamo tutti uguali grazie alla bellezza, noi detenuti, gli ospiti e le guardie carcerarie. Solo l’arte la bellezza e la cultura possono spingere i detenuti alla salvezza” ma anche chi ha ringraziato tutti i presenti perché “la vostra umanità ci dà la forza per resistere e andare avanti” e chi ha ringraziato il Premio “perché ci dà la possibilità di raccontare cosa viviamo dentro”.

Vincitore assoluto della categoria Adulti è stato Ivan Gallo con il racconto “Nelle scarpe dell’altro”, il quale tutor è stato Marco Buticchi, mentre per la categoria minori, “Unknown” con il racconto “Double Face”, seguito dal tutor, il Maestro Alessandro D’Alatri. A tutti i 25 finalisti è stato donato un pc portatile dotato di ebook. Ai primi tre clcarcere assificati di ogni categoria e alle Menzioni speciali è stato riconosciuto anche un premio in denaro (1.000 euro per i primi classificati, 800 euro per i secondi, 600 euro per i terzi, 100 euro alle menzioni speciali). I premi sono sostenuti da Siae e  Unicredit, con contributo tecnico di Ergo e Wedot e dal Gruppo editoriale Gems per i contenuti didattici. Il Premio, ideato dalla giornalista Antonella Bolelli Ferrera, che ha condotto la cerimonia di premiazione insieme con Serena Dandini, è promosso dall’Associazione  inVerso Onlus, Dap – Dipartimento Amministrazione Penitenziaria, Dipartimento per la Giustizia Minorile, Siae (principale sostenitore del Premio dalla prima edizione) e ha ottenuto L’Adesione del Presidente della Repubblica e il patrocinio di: Senato della Repubblica, Camera dei Deputati, Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ministero della Giustizia, Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Rai – Radiotelevisione italiana. Dalla collaborazione con il Premio Goliarda Sapienza è nato il progetto “I corti del Premio Goliarda Sapienza” voluto da Rai Fiction, che prevede ogni anno la realizzazione di un cortometraggio tratto da uno dei racconti finalisti del concorso: quest’anno il cortometraggio “Fuori” (Iterfilm in collaborazione Rai Fiction), è tratto dal racconto di Agnese Costagli (2° classificata nell’edizione 2014), ha come protagonista Isabella Ragonese, e la regia di Anna Negri. “Fuori” proiettato in anteprima al RomaFiction Fest e trasmesso su Rai 3. “Mala Vita”, il primo cortometraggio realizzato del Premio Goliarda Sapienza, con Luca Argentero nel ruolo di protagonista e la partecipazione di Francesco Montanari, è andato in onda su Rai 3 il 26 marzo 2014. “Mala Vita” ha finora ottenuto i seguenti riconoscimenti: vincitore festival Corto Sordi 2015, vincitore menzione speciale a Cortinametraggio 2015, vincitore festival Sedicicorto 2015 e selezionato al Valdarno Cinema Fedic 2015 e alla IX edizione del premio “L’anello debole” 2015.

 

 

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