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Milan Kundera

Nigeria: il nuovo presidente un musulmano che giura guerra ai Boko Haram

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Il presidente uscente Goodluck Jonathan

E’ Muhammed Buhari, 72 anni, musulmano, ex generale, candidato dell’Apc (All Progressive Congress), il partito di opposizione, il nuovo presidente della Nigeria, l’ uomo che ha sconfitto Goodluck Jonathan, il quale ha ufficialmente riconosciuto la vittoria del suo sfidante, quando ormai tra loro lo scarto di voti era arrivato a due milioni. Un unicum nel paese, dove è la prima volta da quando, nel 1960, venne proclamata l’indipendenza dalla Gran Bretagna, che un capo di stato in carica viene battuto alle elezioni e ne prende formalmente atto. Un segno, secondo gli osservatori politici, del rafforzamento della coscienza democratica in una nazione segnata da colpi di stato e consultazioni farsa e più che mai divisa tra fazioni religiose ed etniche che si fanno guerra.

Ma qual è stato l’asso nella manica di Buhari, che si dichiara “un convertito alla democrazia” e ha alle sue spalle ben tre elezioni perdute e un anno da dittatore: tra il 1984 e il 1985 governò il paese con la forza. Ad avvantaggiarlo e a portargli consenso avrebbero giocato diversi fattori: in primo luogo l’essere riuscito ad aggregare intorno a sé un gruppo unito di opposizione, che ha avuto molta presa sui delusi del Partito Democratico del Popolo di Jonathan, che ha dominato la scena politica dalla fine del governo militare nel 1999; ma anche l’attentato al quale è sopravvissuto, avvenuto un anno fa in un’area controllata dagli islamisti, e che lo ha reso molto popolare non solo tra i talakawa, le fasce più povere della popolazione al nord del paese, ma anche tra i Cristiani del Sud, ai quali Buhari ha promesso che sconfiggerà definitivamente i Boko Haram, criticando la debolezza dimostrata nei loro confronti dal presidente Jonathan e respingendo ogni invito a partecipare a negoziati con il gruppo.

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Islamisti del gruppo radicale Boko Haram

 

La Nigeria, che è una repubblica federale, è il paese più popoloso del continente africano e il settimo nelle classifiche mondiali con  173,6 milioni di abitanti, di cui 70 milioni hanno diritto al voto. Fa parte del Commonwealth of Nations. Le sue principali città, oltre all’attuale capitale Abuja (dal 1991) e a quella precedente, Lagos, sono: Abeokuta, Ibadan, Port Harcourt, Enugu, Kano, Kaduna, Jos e Benin City. E’ costituito da 36 stati, dal punto di vista religioso la popolazione si divide quasi perfettamente tra cristiani e musulmani, mentre i gruppi etnici censiti sono 250: il nord per due terzi è dominato dagli Hausa-Fulani, in maggioranza islamici, e per il resto da Nupe, Tiv e Kanuri; gli Yoruba controllano il sud-ovest e più della metà di loro sono cristiani, il resto islamici e animisti tradizionali; gli Igbo, in maggioranza cristiani, sono il gruppo etnico maggioritario nel sud-est, dove prevalgono i cattolici, seguiti da evangelici e pentecostali. Gli Efik, gli Ibibio, e i Ijaw (il quarto gruppo etnico del paese per numero) costituiscono un buon numero degli abitanti dell’area. La lingua più utilizzata tra le diverse etnie  è l’inglese, prevalentemente in una versione semplificata detta broken english o pidgin english. Molti Nigeriani, oltre alla lingua della propria etnia, ne conoscono spesso almeno una seconda. Hausa, yoruba, e igbo sono le lingue nigeriane usate più largamente. L’economia dello Stato è in forte crescita, come dimostrano i dati del Fondo Monetario Internazionale.

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