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molto prima che accada.

Rainer Maria Rilke

Obama mostra i muscoli. Prove di tregua tra Russia e Ucraina

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Sembra già aver sortito i primi effetti positivi sulla crisi Russia Ucraina la mossa del presidente americano Barak Obama, che oggi è arrivato a Tallin in Estonia per incontrare i presidenti dei paesi Baltici e rassicurarli sulla vicinanza di Washington, prima del vertice dell’Alleanza Atlantica di domani in Galles. “Voi una volta perdeste la vostra indipendenza, con la Nato non la perderete mai più”, ha detto il presidente americano. “Le nazioni hanno il diritto di  determinare il proprio futuro. Ed è questo il motivo per cui noi stiamo oggi dalla parte del popolo ucraino”, ha sottolineato il presidente, aggiungendo che dall’ Alleanza Atlantica dovrà arrivare un “inequivocabile” messaggio a sostegno dell’Ucraina  oltre all’impegno forte e chiaro a rafforzamento della difesa di altre due ex repubbliche sovietiche,  la Georgia e la Moldavia.

Insomma Washington ha mostrato i muscoli. E la reazione non si è fatta attendere: Vladimir Putin e Petro  Poroshenko si sono parlati per telefono e l’ipotesi di un cessate il fuoco permanente  nella regione di Donbass ora sembra più vicina. Lo ha confermato ufficialmente l’Ucraina e in forma indiretta il Cremlino, che ha ammesso la possibilità di un’intesa, chiarendo che non si può parlare di accordo con Mosca, perché  “la Russia non è parte in causa nel conflitto”. Dalla capitale mongola, dove si è recato in visita, Putin ha annunciato che le trattative tra ucraini e miliziani riprenderanno a Minsk venerdì. Da aprile, quando è scoppiata la conflitto, oltre 2.600 civili e combattenti sarebbero rimasti uccisi e più di un milione di profughi sarebbero stati costretti ad abbandonare le loro case nella regione orientale del paese, che i separatisti filo russi hanno dichiarato indipendente. Mosca dal canto suo continua a negare le accuse che arrivano dall’Occidente e dal governo ucraino secondo le quali avrebbe inviato truppe, armi ed equipaggiamenti militari a sostegno degli scissionisti.

Anita Zeipi

 

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