La mutilazione per cui la vita perdette quello che non ebbe mai,
il futuro, rende la vita più semplice,
ma anche tanto priva di senso.

Italo Svevo

Perchè l’Europa nonostante tutto piace

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L’Europa si allarga

Il benessere e la prosperità di una nazione dovrebbe iniziare all’interno dei propri confini ma in un contesto come quello attuale di internazionalizzazione dei mercati la strategia per rispondere alle nuove sfide non può essere impermeabile rispetto a quello che accade all’esterno. In altri termini l’andamento dei mercati influisce in modo determinante sulla ricchezza e sulla stabilità di un Paese. I Padri Fondatori dell’Europa Unita in nome degli ideali di pace, di unità e di prosperità comune hanno lottato instancabilmente per realizzare una unione politico economica che favorisca una pace duratura. Ma nonostante la cooperazione attiva dei vari stati membri dell’Unione ancora oggi non siamo riusciti ad adottare decisioni atte a realizzare norme sulla sicurezza e la difesa in favore dei Paesi aderenti.

PER ORA E’ SOLO UNIONE MONETARIA

Attualmente la nostra è soltanto una Unione Monetaria dove circa l’80% del bilancio dell’Unione è gestito dai governi nazionali e ciascun paese membro è responsabile della pubblicazione dei propri dati di gestione. Ci troviamo di fronte ad un problema di natura strutturale ed ogni iniziativa interna potrebbe limitare la stabilità finanziaria degli altri Paesi aderenti. Il grande flusso di beni , servizi ed informazioni ha subito negli ultimi decenni un costante incremento, e grazie a questo processo l’Unione Europea ha accresciuto la propria influenza, ma se non si studiano nuove combinazioni che diano una maggiore flessibilità di manovra all’Europa in caso di crisi non saremo in grado di garantire la stabilità necessaria al processo di integrazione.

Lituania-moto europa

Paesaggio lituano

UN VALORE DA PROTEGGERE E UN BENE APPETIBILE. LITUANIA L’ULTIMA ARRIVATA

Nonostante la vulnerabilità della nostra moneta, e i possibili attacchi alla nostra economia, l’Europa Unita resta sempre un valore da proteggere e anche un bene appetibile.La pensano così stati come la Lituania, l’ultima delle tre Repubbliche Baltiche ad aderire alla divisa unica, dopo l’ingresso dell’Estonia nel 2011 e della Lettonia nel 2014. Questa adesione ha un forte significato geopolitico, nonostante le difficoltà ad uscire dalla crisi, l’Eurozona rimane estremamente attraente anche per un’area delicata e complessa come il Baltico. Sempre più italiani scelgono la Lituania come meta per le proprie vacanze, e nel 2014 gli arrivi internazionali hanno registrato una crescita a doppia cifra. Con quattro siti Patrimonio dell’Unesco, il fascino nordico delle sue città e la bellezza selvaggia dei suoi laghi e delle sue riserve naturali incontaminate, la Lituania si aggiudica il 4° posto nella World’s Ten Best Ethical Destinations per il 2015, la lista delle destinazioni più etiche stilata da Ethical Traveler, dove vengono incluse le destinazioni che si sono contraddistinte per la realizzazione di politiche del turismo virtuose e che hanno promosso il rispetto dei diritti umani, dell’ambiente e il coinvolgimento della comunità locale. Nel 2007 la domanda Lituana di entrare a far parte dell’Europa Unita fu respinta a causa dell’eccessivo livello d’inflazione che non riusciva a scendere, e che non rispettava i parametri di Maastricht, ma il primo gennaio 2015 è calata allo 0,4% (ultima rilevazione Eurostat) in linea con l’Eurozona e meglio della Spagna e dell’Italia cadute in deflazione. La Lituania, ha detto Draghi, ha dato una efficace lezione a tutti gli altri paesi europei, ha parametri migliori persino dei paesi fondatori. Ha un debito pubblico al 39% contro il 60% dei parametri dettati da Maastricht, per non parlare del 77% della Germania del 92% della Francia e del 127% dell’Italia.

EUROPA: CE LA POSSIAMO FARE

E l’Italia, che vive la profonda crisi della disoccupazione al 13,3%, la Francia al 10,5% fino alla Spagna al 24%, cosa fanno per rinvigorire la loro economia e stimolare la crescita? Il Premier Matteo Renzi nel discorso di fine semestre in Albania ha detto: “ l’Europa sia la casa della speranza e non della burocrazia” una Europa più allargata sarà più forte “ Ampliamoci” perché o l’Europa si allarga o non ha futuro e perde una grande occasione. E nella prima conferenza stampa di fine anno agli Italiani ha detto: “ce la possiamo fare” “ noi siamo il governo che ha fatto meno leggi e più riforme ed escludo un effetto contagio della crisi greca in Italia. È cambiato il ritmo della politica”. E’ vero, i sogni degli italiani si sono rimpiccioliti ma nell’azione di un’Italia migliore possiamo diventare di nuovo il locomotore dell’Europa e non il fanalino di coda.

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