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Gianni Rodari

La rete di porti turistici made in Italy che vuole “tornare” ad El Alamein

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Una rete di porti turistici nel Mediterraneo made in Italy che all’attivo ha già diverse stazioni e che presto potrebbe significare ulteriore sviluppo per un settore che affronta tiene a bada la crisi innovando e investendo. Questo il progetto industriale di Marinedi, società che nel giro di nove anni ha l’ambizione di voler creata una rete portuale che abbracci tutto il bacino del mare nostrum.

elIl progetto è operativo già da due anni. Questo piano di portualità turistica parte dall’Italia con 7 porti e prosegue paesi mediterranei – spiega a Futuro Quotidiano Renato Marconi, ingegnere e amministratore delegato dell’azienda – La nostra rete di porti guarda strategicamente al Nord Africa: stiamo lavorando a operazioni in Egitto e in Tunisia e allo stesso tempo anche in Grecia e in Albania”.

Investire in Nord Africa, in questo momento, è letteralmente un’impresa. “Già – spiega l’ingegnere -. Per il momento tutte le localizzazioni sono in stand by, speriamo che in Tunisia con queste elezioni abbiano intrapreso una svolta definitiva”. Suggestiva, ad esempio, è proprio l’idea che uno dei porti più importanti dovrebbe essere ad El Alamein, luogo che è rimasto impresso agli italiani per gli episodi tragici, eroici e cruenti della guerra: “In Egitto evidentemente ci sono problemi maggiori, anche se abbiamo aperto uno scenario molto interessante con alcune eccellenze imprenditoriali di questa regione. E certo, è suggestiva l’idea di tornare con un progetto di sviluppo proprio in un luogo come El Alamein”.

Accanto all’importanza di considerare il Mediterraneo ancora una volta come luogo di incontro, pace e confronto, vi è l’oggettiva ricaduta occupazione di un progetto del genere. “Ogni porto occupa una cinquantina di persone”. Senza considerare “l’indotto sul territorio interessato: abbiamo riscontrato come l’economia delle località dove abbiamo installato i nostri porti abbia registrato un aumento del traffico”.
Insomma che siano barche di sette o di sessanta metri il mercato dei porti turistici continua a rappresentare un settore dinamico dove l’Italia riesce a produrre nonostante la crisi. “Sì i porti turistici non hanno registrato una grande flessione: anche se è altrettanto vero che in molte località abbiamo sostituito i fruitori italiani con l’arrivo di tanti turisti stranieri”.

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