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Abraham Lincoln

QUIRINALE: CHE NON SIA LA QUIETE PRIMA DELLA TEMPESTA?

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Poco prima delle nove del mattino e i corridoi della Camera e il suo Transatlantico vedono sparute minoranze di deputati e giornalisti che pronti alla battaglia leggono giornali, si guardano intorno, aspettando che tutto si popoli per la seconda votazione del nuovo Presidente della Repubblica. Non si può certo dire che ci sia un animo teso: l’unica curiosità rimasta sembra essere infatti come voteranno domani gli uomini di Berlusconi rispetto al fronte – al momento compatto – del Pd che propone come unico candidato Sergio Mattarella.

Poche ore dalla scelta del nuovo Presidente

quirinaleSorrisi, strette di mano, la Bouvette pronta per dare la colazione ai 1009 grandi elettori che decideranno la più alta carica dello Stato. Anche se tutto sembrerebbe presagire un’elezione tranquilla senza grandi colpi di scena, ci sono sguardi che forse visti con occhio malizioso potrebbero far pensare che questo – ancora presunto – capolavoro politico condotto da Renzi sulla partita Quirinale potrebbe avere qualche detrattore nel chiuso della cabina. Troppi infatti, soprattutto dentro al Pd, al di là delle affermazioni pubbliche, vedono con disturbo l’ennesima vittoria renziana.
Staremo a vedere. Ormai poche ore separano il nuovo presidente dal suo posto sul Quirinale. Sarà un vecchio Dc, fratello di una vittima di Mafia, dal profilo assai diverso rispetto al tenace e persistente comunicatore porta a porta Matteo Renzi? Ricordando l’aforisma a tanti caro e mai così inusuale nella politica italiana, che dice “in Conclave chi entra Papa esce cardinale…”, sommessamente attendiamo le prossime mosse di un Berlusconi all’angolo che inevitabilmente, salvo eccelse mosse sullo scacchiere, dovrà subire un nome tutto costruito dal giovanotto fiorentino.

Giampiero Marrazzo

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