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Alan Kay

RAJOY: “CATALOGNA FUORI LEGGE, VIA PUIGDEMONT”

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Catalogna commissariata. A conclusione della riunione straordinaria dell’esecutivo, il premier  spagnolo Mariano Rajoy ha annunciato l’attivazione dell’articolo 155  della Costituzione che recita così: “Se una Comunità Autonoma non compie gli obblighi che le impongono la Costituzione o altre leggi, o agisce in forma che attenti gravemente all’interesse generale della Spagna, il Governo dopo avere interpellato il Presidente della Comunità Autonoma e nel caso in cui non ne conseguano risultati, con l’approvazione a maggioranza assoluta del Senato, potrà adottare le misure necessarie per poterla obbligare al compimento forzoso di tali obblighi o per la protezione dell’interesse generale. Per l’esecuzione delle misure previste nel precedente capoverso il Governo potrà dare istruzioni a tutte le autorità delle Comunità Autonome”.

“Non era né il nostro desiderio né la nostra volontà. Non era mai successo prima”, ha detto Rajoy nel corso della conferenza stampa convocata subito dopo il Consiglio dei ministri. “Abbiamo attivato l’articolo   -ha spiegato- per ottenere quattro obiettivi: ritornare alla legalità; recuperare la normalità e la convivenza comune, elementi che si sono deteriorati; continuare con il recupero economico, indire le elezioni in una situazione di normalità entro sei mesi”.  Ora toccherà al Senato, ha precisato il premier, ratificare le decisioni del governo e autorizzarlo a procedere alla rimozione del capo della Generalitat, dei consiglieri e dei vicepresidenti che formano il governo della Catalogna.

“Il parlamento della Catalogna -ha aggiunto- eserciterà la sua funzione rappresentativa ma per garantire che tutto avvenga nella legalità non può proporre nessun candidato alla Generalitat”. E ha poi concluso: “Con queste iniziative non si sospende l’autonomia né l’autogoverno della Catalogna ma si sospendono le persone che hanno messo la Catalogna fuori dalla legge”.

Immediate le reazioni. Alla notizia delle misure prese dal governo di Rajoy , è sceso in campo  il partito Catalunya en Comu del sindaco di Barcellona Ada Colau che ha definito le misure del governo  “un’ offensiva autoritaria contro tutta la Catalogna” e  un “grave attacco” ai diritti e alle libertà fondamentali. “Siamo un solo popolo contro l’oppressione ora dobbiamo rappresentare a livello politico questa unità”, ha detto. Podemos, attraverso il  numero due del partito Pablo Echenique, ha parlato di  “sospensione della democrazia non solo in Catalogna ma anche in Spagna”. “E’ il peggior attacco del secolo” ha commentato  il Pdecat, il partito del presidente Puigdemont, che con la coordinatrice Marta Pascal  ha aggiunto: “A Madrid dicono che non vogliono l’indipendenza, ma solo loro che oggi si sono resi indipendenti dal popolo di Catalogna”.  E’ in atto  “un colpo di Stato contro il popolo della Catalogna”, ha commentato il deputato Josep Lluis Cleries, denunciando un clima che rievoca il franchismo.

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