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quando lo guardi cambia perché lo hai guardato.

Lee Tamahori

Roma ricorda con un concerto l’artista americano Harold Bradley

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Artista, attore, cantante e musicista afroamericano, campione di football statunitense per ben due volte vincitore del Superbowl, Harold Bradley è scomparso a Roma il 12 Aprile 2021. Nei mitici anni ’60 ha fondato il celebre Folkstudio, storico locale trasteverino (in una cantina di Via Garibaldi 58, che inizialmente era proprio lo studio di Bradley come pittore): dove l’artista statunitense, sposato con una ebrea tedesca di Berlino, per anni ha promosso tenacemente lo spirito interculturale della Città eterna, favorendo l’incontro con artisti e intellettuali di ogni parte del mondo, personaggi come Renzo Arbore, Pippo Franco, Giovanna Marini, la conoscenza e il confronto tra le diverse culture. La sua creatura ha ospitato artisti internazionali del calibro di Bob Dylan e quasi tutti i protagonisti del jazz italiano dell’epoca, da Massimo Urbani a Gegè Munari, da Enrico Pierannunzi a Tullio De Piscopo e Maurizio Giammarco. Nel locale trasteverino (rimasto aperto, pur con vari cambi di sede, sino al 1998;  nel ’67, col ritorno di Bradley negli USA, la direzione passa al chimico Giancarlo Cesaroni, col nuovo simbolo del locale, una mano bianca stringente una nera, a rappresentare appunto il passaggio del testimone da Bradley a Cesaroni),  muovono i primi passi Rino Gaetano e Sergio Caputo, Stefano Rosso e Mimmo Locasciulli, Gianni Togni, Tony Santagata, Jimmy Fontana. Per non parlare di Francesco De Gregori e Antonello Venditti, che proprio qui esordiscono col loro primo gruppo chiamato appunto “I giovani del Folk Studio”, quartetto completato da Giorgio Lo Cascio ed Ernesto Bassignano. I generi musicali trattati al Folkstudio andavano dalla musica popolare (inizialmente gospel e spiritual, quindi musica sudamericana, italiana, con la grande Giovanna  Marini, irlandese e africana), al jazz e alla canzone d’autore.

Nato a Chicago il 13 ottobre del 1929, quest’anno Bradley avrebbe compiuto 93 anni: e Roma, la città dove scelse di tornare ad abitare dopo un ventennio di successi in America, come docente universitario e conduttore tv di programmi culturali sui canali CBS e NBC, non vuol perdere l’occasione per rendergli un doveroso omaggio. L’appuntamento è per questo prossimo venerdì, 14 Ottobre, all’ex Mattatoio di Testaccio presso la “Città dell’Altra Economia”: che ospiterà, dalle 18:00 alle 24:00, una jam session in sua memoria intitolata appunto “Happy Birthday Harold Bradley”.

Ad esibirsi in questo concerto, ad ingresso gratuito, saranno oltre 20 musicisti e artisti internazionali legati ad Harold, che si son esibiti al suo fianco e che si riuniranno per celebrarlo. «Questo concerto è un omaggio a Bradley e una celebrazione della sua vita – spiega il figlio Oliver Bradley, che interverrà all’evento insieme alla sorella Lea, venuti, per l’occasione, rispettivamente da Berlino e Chicago – perché vogliamo celebrarla, questa vita così interessante che ci ha coinvolto in tanti modi, e non piangerla. Proprio per questo, il concerto sarà una jam session, i musicisti e persino il pubblico possono in qualsiasi momento unirsi a noi per partecipare»

. A questa vera e propria maratona musicale parteciperanno storiche band come la “Jona’s Blues Band”, con special guest Fulvio Tomaino e Luca Casagrande, la “Mario Donatone Band” con Gio’ Bosco & “World Spirit Orchestra”, il “Dylan Garage Trio”, il quartetto blues “Jump Aces”, Vladimiro Marcianó & “Unbound Voices”, la “Tortuga” blues band, unitamente a numerosi protagonisti della scena musicale contemporanea quali Stefano Carboni (chitarra e voce), Marcello Convertini (cantante, chitarrista e armonicista), Marco Moro (percussionista), Eric Daniel (sassofonista), Piero Fortezza (batterista), Andrea La Malfa (percussionista), Lea Machado (cantante, danzatrice e compositrice), Sandro Oliva (chitarrista e compositore), Francis Kuipers (compositore e chitarrista) Paolo Rainaldi (chitarrista), Marcello Rosa (trombonista e compositore), Gavino “Rossovino” Parretta (armonicista, chitarrista e voce), Paolo Strina (chitarrista), Marco Vannozzi (bassista e contrabbassista), Alberico Di Meo (pianista, compositore e arrangiatore), ed altri ancora. ,

«Bradley era qualcosa a metà tra un predicatore e uno storyteller, un figlio di quella stagione di grande unità e solidarietà che tutta una parte del mondo fece propria in direzione dei diritti civili e sociali della gente, un movimento epocale che, al di là di differenze e sfumature culturali e politiche, mise comunque l’idea della gente oppressa in primo piano”, ricorda il suo grande amico musicista Mario Donatone. “Harold aveva un carisma anche tuonante a volte, ma era un uomo di una gentilezza estrema. Il pubblico l’amava e si faceva portare dove lui voleva; e lui lo portava a conoscere luoghi, suoni e forme apparentemente lontani, ma che esprimevano dei sentimenti e un’etica universali». E proprio parlando dell’impegno di Harold, l’evento del 14 ottobre sarà anche occasione per presentare al pubblico le attività ed i progetti del neonato “Harold Bradley Intercultural Department”, promosso dalla Consulta della Cultura del Municipio Roma IX – Eur: che in collaborazione con “La Sapienza” e la statunitense University of Iowa ha iniziato proprio in questi giorni a catalogare e valorizzare il lascito dell’artista. Che comprende disegni, dipinti, istallazioni artistiche, dischi, nastri, locandine, foto, documenti audiovisivi e cartacei, il cavalletto dove lui dipingeva, la scrivania dove scriveva, ecc. : tutti oggetti di grande impatto emotivo, che saranno utilizzati per realizzare delle “Stanze-Museo” in sua memoria, a Roma e Chicago.

«Attraverso la straordinaria figura di Bradley vogliamo promuovere e diffondere lo spirito interculturale che questo grande uomo ha perfettamente incarnato fin dagli anni ’50”,  sottolinea Massimo Gazzè, Presidente della Consulta della Cultura.  “E grazie alla fiducia in noi riposta da Oliver e Lea Bradley e al prezioso e fondamentale contributo di Marilisa Merolla della Sapienza,  Jon Darsee, “Chief Innovation Officer”all’ Università dell’Iowa, e Sandro Bari, Direttore del periodico “Voce Romana” e autore, tra l’altro, del volume “Folkstudio 1961 -1967 – La Fondazione”   – che interverranno tutti in occasione della serata del 14 Ottobre – il nostro nuovo Dipartimento diverrà un vero e proprio centro internazionale per la ricerca, la promozione e lo studio delle attività interculturali come strumento di liberta e progresso, pace e fratellanza universale”.

 La serata, col contributo di Paola Giovannetti Trujillo, della Sapienza, sarà trasmessa in diretta streaming sul canale Youtube di Studios Accademy con la regia di Furio Capozzi.

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