Sogni, promesse volano... Ma poi cosa accadrà?

Gianni Rodari

Sei invitato al mio parto! Il numero dei presenti aumenta

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partoDa momento privato, da passare in famiglia, con l’avvento dei social network e delle famiglie allargate anche il parto è diventato un momento da condividere (e pubblicizzare). Sempre più madri invitano le famiglie e gli amici in ospedale per vivere insieme questa esperienza, fino anche alla sala parto, così da liberare per un po’ i propri partner. Il sito web Channel Mum ha svolto una ricerca su duemila mamme e ha così calcolato che, tra le giovani donne adolescenti e tra le ventenni, una media di otto persone sono presenti durante un parto, dimostrando che l’esperienza sta diventando sempre più pubblica. Tale risultato è confermato dal fatto che almeno un quarto delle mamme oggi condivide la sua esperienza attraverso i social media, sia famose che non. In parte perché molte donne ritengono che questo evento sia il più grande traguardo che si possa raggiungere, in parte perché oggi siamo abituati così.

Il desiderio di condividere ogni aspetto del parto, però, ha le sue conseguenze: molte donne si sentono sotto pressione e hanno paura di essere giudicate qualora dovessero decidere di optare per un antidolorifico; una donna su cinque pensa che scegliere il parto cesareo la farebbe sentire come se avesse fallito nell’atto di dare la vita; tre su cinque ritengono che la nascita, dato che sta assumendo connotati più social, stia diventando anche più competitiva, e il 15 per cento delle donne si sente sotto pressione dalle confidenze (o bugie?) che le star rivelano sul proprio travaglio e sulla gravidanza. Come la top model Giselle Bündchen, che ha dichiarato che il parto è indolore. È un bene che un atto così straordinario come dare la vita possa essere condiviso (per chi vuole) con amici e parenti in ogni suo aspetto, ma l’ansia da competizione ha raggiunto anche queste porte. Forse il parto dovrebbe tornare ad essere un evento privato.

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