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Gianni Rodari

Speciale elezioni. Svolta laica in Tunisia e filoeuropea in Ucraina

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ucraina-elezioniIl 26 ottobre sarà una data da ricordare come la domenica delle elezioni. Brasile, Tunisia e Ucraina; tre votazioni in tre diversi continenti. A cominciare dal Brasile dove la sfida Dilma-Aecio è stata vinta dall’ex presidente Rousseff, riconfermata ora in carica. Sponstandoci poi nel continente africano è stata la volta, anzi la svolta, della Tunisia. Una svolta tutta laica vista la vittoria del partito Nidaa Tounes, in testa con il 36% delle preferenze. Anche se gli esiti finali usciranno mercoledì il partito laico è stato già definito vincitore delle elezioni legislative, le prime dopo la rivoluzione del 2011 e in seguito a tre anni di transizione costituzionale. Intorno al 26% si attesta invece il principale sfidante, il partito islamista Ennahdha, che ha già ammesso la sconfitta. Tra un modello di società tradizionalista e uno laico e moderno, temi centrali intorno a cui è ruotata tutta la campagna elettorale, sembra che i tunisini abbiano preferito la strada della modernità firmata Nidaa Tounes.

L’Ucraina filoeuropea

E in Ucraina? A scrutini quasi ultimati si può dire che il duello qui è sempre stato un testa a testa tra il Blocco del presidente Petro poroshenko, che ha ottenuto il 21,6% dei voti, e il Fronte popolare del premier Arseni Iatseniuk, con il 22,4%. Ma l’Ucraina avrà un parlamento decisamente filoeuropeo. Al suo interno infatti, superando le soglie di sbarramento del 5%, sono entrati il Blocco di Opposizione, guidato dall’ex ministro Yuri Boiko, il partito Radicale e quello Patria di Yulia Timoshenko. L’unico escluso, il partito Comunista. La Russia inoltre ha fatto sapere, tramite il ministro degli esteri, Serghiei Lavrov, che riconoscerà i risultati delle elezioni presidenziali e parlamentari dei ribelli filorussi nei territori di Donetsk e Lugansk. Elezioni convocate per il prossimo due novembre.

Anita Zeipi

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