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Pietro Barilla

Sudan: in Arabia Saudita i colloqui tra le parti in conflitto

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Il comunicato dei colloqui di Gedda tra le parti sudanesi si rammarica della loro incapacità di concordare l’attuazione di un cessate il fuoco in Sudan

Proseguono i colloqui in Arabia Saudita tra le parti in conflitto in Sudan anche se la pace è ancora lontana.

Il Regno saudita, gli Stati Uniti e l’Autorità intergovernativa per lo sviluppo (IGAD), nella loro qualità di rappresentanti congiunti dell’Unione africana e dell’IGAD, e in qualità di facilitatori dei colloqui “Gedda 2”, fanno da garanti alle trattative.

Per questo hanno annunciato l’impegno delle forze armate sudanesi e delle forze di supporto rapido dovranno adottare misure per facilitare una maggiore assistenza umanitaria e attuare misure di rafforzamento della fiducia.

Secondo una dichiarazione pubblicata dall’agenzia di stampa saudita “Spa”, i lavori nei colloqui di Gedda si concentrano su argomenti specifici per facilitare la consegna di aiuti umanitari. Ma anche per raggiungere un cessate il fuoco e altre misure di rafforzamento della fiducia. Questo in preparazione alla cessazione permanente del conflitto e delle ostilità in Sudan.

Alla luce della “Dichiarazione di Gedda per la protezione dei civili in Sudan” (emessa l’11 maggio 2023), sia le Forze Armate sudanesi che le Forze di supporto rapido si impegnano a rispettare i seguenti impegni:

1- Impegnarsi in un meccanismo umanitario congiunto guidato dall’Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari per affrontare gli ostacoli alla consegna degli aiuti umanitari.

2-Identificazione di punti di contatto per facilitare il passaggio e il transito degli operatori umanitari.

3-Attuazione di misure di rafforzamento della fiducia riguardanti:

4- Stabilire un meccanismo di comunicazione tra i leader delle Forze Armate sudanesi e le Forze di Supporto Rapido.

5- Detenzione degli evasi dalle carceri.

6- Migliorare il contenuto dei comunicati emessi da entrambe le parti e ridurre la durezza del linguaggio mediatico.

7- Agire contro le parti che provocano l’escalation e alimentano il conflitto.

Queste procedure devono essere attuate in parallelo.

Le due parti, le Forze Armate sudanesi e le Forze di Supporto Rapido, hanno confermato il loro impegno individuale a facilitare il passaggio degli aiuti umanitari ad entrambe le parti.

Secondo la dichiarazione, “questi impegni rappresentano un passo importante per facilitare la fornitura di aiuti umanitari, che contribuiscono ad alleviare le sofferenze del popolo sudanese. In questo contesto, spetta ora sia alle forze armate sudanesi che alle forze di supporto rapido ad aderire pienamente alla propria responsabilità di attuare quanto concordato”.

La dichiarazione continua: “I facilitatori si rammaricano che le due parti non siano state in grado di raggiungere un accordo sull’attuazione di un cessate il fuoco durante questo primo round. Poiché non esiste una soluzione militare accettabile a questo conflitto. I facilitatori sollecitano sia le forze armate sudanesi che Le Forze di supporto rapito a mettere al primo posto gli interessi del popolo sudanese”.

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