Il guaio del nostro tempo è che il futuro non è più quello di una volta.

Paul Valéry

Usa-Cuba. Da Casa Bianca taglio netto al passato. Al via nuove relazioni

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Saranno adesso solo 90 miglia d’acqua a separare gli Stati Uniti da Cuba. Crollato dopo 50 anni il ‘muro’ che divideva i due Paesi il presidente americano, Barack Obama, si è detto pronto a dare un taglio netto alle politiche fallimentari del passato e a tracciare un nuovo corso nelle relazioni tra i due Paesi americani, coinvolgendo e responsabilizzando il popolo cubano.

Ecco cosa scrive Barack Obama sul sito della White House.obama su cuba

Ieri, dopo più di 50 anni, abbiamo iniziato a cambiare la relazione americana con le persone cubane. Noi stiamo riconoscendo la lotta e il sacrificio del popolo cubano, sia negli Stati Uniti che a Cuba e stiamo ponendo fine a un approccio obsoleto che non è riuscito a promuovere gli interessi degli Stati Uniti per decenni. In tal modo, inizieremo a normalizzare le relazioni tra i nostri due paesi. Sono nato nel 1961 , poco più di due anni dopo che Fidel Castro ha preso il potere a Cuba così come le relazioni diplomatiche Usa si sono rotte con quel paese. Il nostro rapporto complicato con questa nazione si è giocato nel corso della mia vita – sullo sfondo della guerra fredda, con la nostra ferma opposizione al comunismo in primo piano. Anno dopo anno, una barriera ideologica ed economica si è indurita tra di noi. Tale approccio precedente ha fallito nel promuovere il cambiamento, nel potenziare o coinvolgere il popolo cubano . E’ tempo di lasciare andare il passato e di raggiungere un nuovo e migliore futuro con questo paese.

In primo luogo, ho incaricato il segretario di Stato John Kerry di avviare immediatamente discussioni con Cuba per ristabilire le relazioni diplomatiche che sono state tagliate dal 1961. Andando avanti, ristabiliremo un’ambasciata a L’Avana, e gli alti funzionari potranno ancora una volta visitare Cuba. In secondo luogo, ho anche incaricato il segretario Kerry di rivedere la designazione di Cuba come sponsor del terrorismo – una revisione guidata dai fatti e dalla legge. Nel momento in cui siamo concentrati sulle minacce provenienti da Isis e al Qaeda, una nazione che soddisfa le nostre condizioni e rinuncia al terrorismo non dovrebbe affrontare una tale sanzione. In terzo luogo, prenderemo misure per aumentare i viaggi, il commercio e il flusso di informazioni per – e da – Cuba. Questi passaggi renderanno più facile per gli americani recarsi a Cuba. Loro renderanno più facile per gli americani condurre gli scambi autorizzati con Cuba, incluse le esportazioni di cibo, medicine e prodotti medici. E consentiranno di aumentare i collegamenti di telecomunicazione tra i nostri due Paesi: le imprese americane saranno in grado di vendere i beni che consentiranno ai cubani di comunicare con gli Stati Uniti e in altri paesi. Questi cambiamenti non costituiscono una ricompensa o una concessione a Cuba. Lo Stiamo facendo perché stimolerà il cambiamento tra la gente di Cuba, e questo è il nostro obiettivo principale. Il cambiamento è difficile – soprattutto quando portiamo il forte peso della storia sulle nostre spalle. Il nostro paese è il nodo gordiano che deve essere sciolto per raggiungere un futuro migliore .

Grazie

Presidente Barack Obama

Yesterday, after more than 50 years, we began to change America’s relationship with the people of Cuba. We are recognizing the struggle and sacrifice of the Cuban people, both in the U.S. and in Cuba, and ending an outdated approach that has failed to advance U.S. interests for decades. In doing so, we will begin to normalize relations between our two countries. I was born in 1961, just over two years after Fidel Castro took power in Cuba, and just as the U.S. severed diplomatic relations with that country. Our complicated relationship with this nation played out over the course of my lifetime — against the backdrop of the Cold War, with our steadfast opposition to communism in the foreground. Year after year, an ideological and economic barrier hardened between us. That previous approach failed to promote change, and it’s failed to empower or engage the Cuban people. It’s time to cut loose the shackles of the past and reach for a new and better future with this country.

I want you to know exactly what our new approach will mean.

First, I have instructed Secretary of State John Kerry to immediately begin discussions with Cuba to re-establish diplomatic relations that have been severed since 1961. Going forward, we will re-establish an embassy in Havana, and high-ranking officials will once again visit Cuba. Second, I have also instructed Secretary Kerry to review Cuba’s designation as a State Sponsor of Terrorism — a review guided by the facts and the law. At a time when we are focused on threats from ISIL and al Qaeda, a nation that meets our conditions and renounces terrorism should not face such a sanction. Third, we’ll take steps to increase travel, commerce, and the flow of information to — and from — Cuba. These steps will make it easier for Americans to travel to Cuba. They will make it easier for Americans to conduct authorized trade with Cuba, including exports of food, medicine, and medical products to Cuba. And they will facilitate increased telecommunications connections between our two countries: American businesses will be able to sell goods that enable Cubans to communicate with the United States and other countries. These changes don’t constitute a reward or a concession to Cuba. We are making them because it will spur change among the people of Cuba, and that is our main objective. Change is hard — especially so when we carry the heavy weight of history on our shoulders. Our country is cutting that burden loose to reach for a better future.

Thank you,

President Barack Obama

 

Anita Zeipi

L'Autore

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