Il guaio del nostro tempo è che il futuro non è più quello di una volta.

Paul Valéry

‘Nel blu dipinto di blu’, vent’anni dopo

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Sapete qual è il brano che negli Usa è arrivato al primo posto della classifica e ci è rimasto per tredici settimane (mai più accaduto per un brano “straniero”), vendendo più di 25 milioni di copie in tutto il mondo? Immaginate quale sia la canzone capace di vincere due Grammy Awards all’epoca della sua uscita? Secondo voi quali versi inserì, nel 1986, David Bowie nella colonna sonora del film “Absolute Beginners”?

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Il brano 

“Penso che un sogno così non ritorni mai più, mi dipingevo le mani e la faccia di blu, poi d’improvviso venivo dal vento rapito, e incominciavo a volare nel cielo infinito…”. Questo l’attacco del brano in questione: Nel blu dipinto di blu, meglio conosciuta come Volare. Interpretata da un giovane Domenico Modugno, di cui proprio oggi ricorre il Ventennale della scomparsa, vinse l’Ottavo Festival di Sanremo nel 1958, sorprendendo pubblico e critica per la freschezza, la potenza e la novità. Secondo la Siae si tratta del pezzo italiano più eseguito al mondo dalla sua uscita ad oggi. L’impatto di ‘Nel blu dipinto di blu’ sulla musica italiana è dirompente: da quell’anno, e grazie all’arrangiamento innovativo, il Festival di Sanremo inizia a dedicare una parte della rassegna alle nuove tendenze musicali. Nasce, in sostanza, la futura categoria Nuove Proposte. Frutto del sodalizio con Franco Migliacci (che scrisse il testo ispirato dalla pittura di Chagall, in particolare ai quadri “Le cocq rouge” e “Le peintre”), il brano canta la libertà e la gioia in un crescendo, dal sussurrato iniziale all’esplosione della strofa che davvero sembra innalzarsi verso il cielo.

L’interpretazione di Modugno

Memorabile l’interpretazione del cantante sul palcoscenico del teatro del Casinò di Sanremo. Nel momento di massima tensione emotiva del brano, allargò le braccia per liberare il suo canto. E da quel ritornello, di straordinaria semplicità ed immediatezza, la canzone fu ribattezzata e trionfò in tutto il mondo. Quello stesso anno il brano ha anche partecipato all’Eurovision Song Contest classificandosi al terzo posto.

Il 1958

Siamo nel 1958: il mondo è separato nettamente in due blocchi che giungono a “spiarsi” reciprocamente mandando in orbita i satelliti: l’anno prima l’Unione Sovietica aveva lanciato Sputnik 1, ora tocca agli Stati Uniti lanciare il loro primo satellite artificiale. Un mese dopo una legge, la Merlin, decreta in Italia la chiusura delle case d’appuntamento. Il 9 giugno una storia commuove quell’Italia ancora in bilico tra il baratro e il boom: muore Fido, un bastardino di Luco del Mugello che per 14 anni, tutti i giorni, andava alla fermata dell’autobus ad attendere il ritorno del padrone, disperso dopo i bombardamenti del 1943. E’ l’anno in cui viene inaugurato il primo tratto di quella che sarà poi l’Autostrada del Sole, arteria strategica per le vacanze al mare di tutti gli italiani negli anni dell’ascesa economica. In Francia, Charles De Gaulle viene eletto Presidente di quella Repubblica. A Cuba, intanto, un manipolo di giovani guerriglieri capeggiati da Fidel Castro e dall’argentino Ernesto Guevara de la Serna riesce a far fuggire il dittatore Fulgencio Batista.

I versi della Ricostruzione

Proprio in quello stesso emblematico anno, l’estro Italico crea una canzone che va ben oltre le sue intenzioni, divenendo inno della riscossa dopo gli orrori della guerra. Versi che accompagnarono il mondo intero verso la Ricostruzione e il Futuro. “Ma tutti i sogni nell’alba svaniscon perché, quando tramonta la luna li porta con sé, ma io continuo a sognare negli occhi tuoi belli, che sono blu come un cielo trapunto di stelle”.

Carla Cace

 

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