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Ironia, erotismo, suspense e una scrittura raffinata. Via Guglielmo da Spello 17…l’ultimo romanzo di Franco De Chiara

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Ironia, erotismo, suspense e una scrittura raffinata e colta che riesce a trasmutare la lingua della quotidianità in parola poetica, dotata di una straordinaria immediatezza. “Via Guglielmo da Spello, 17”, l’ultimo romanzo di Franco De Chiara, pubblicato da Castelvecchi, è un piccolo gioiello letterario. Una storia corale, rara nel panorama della narrativa italiana, in cui confluiscono le vicende personali degli inquilini di uno stabile che non esiste, sito in una strada di Roma che non esiste, fantasiosamente localizzato nel cuore del quartiere Trieste, che invece esiste davvero, e che è il vero protagonista di questo libro. Un palazzo d’epoca, icona come l’intera area circostante di stabilità e solidità borghese, con ampi appartamenti, in alcuni dei quali però cominciano poco alla volta a formarsi misteriose crepe e  strani avvallamenti. Fenditure e sprofondamenti che si moltiplicano giorno dopo giorno, e  che vengono rigorosamente monitorati, fotografati, segnalati all’ufficio competente del municipio, senza che mai, comunque, i diversi interlocutori, compreso l’amministratore che abita nello stesso palazzo,  si attivino concretamente, accuratamente attenti a evitare di scavalcare la soglia minima di responsabilità loro richiesta, pur nella drammatica consapevolezza della potenziale gravità della situazione. De Chiara stigmatizza in questo romanzo con amarezza e disincanto l’indifferenza egocentrica di cui soffre il nostro sistema burocratico. Un sistema, fatto di persone, preoccupate soltanto di soddisfare gli obblighi di legge piuttosto che la propria coscienza e di evitare di crearsi problemi. Questo è solo il filo rosso, l’ordito in realà di tante altre trame, di avvincenti, potenziali romanzi, che svelano sentimenti, miserie, segreti, desideri e passioni che agitano gli abitanti del civico 17 di via Spello, mentre ignari vanno incontro a un tragico destino.  Un microcosmo che è lo spaccato della società in cui viviamo, con i suoi vizi, virtù, pregiudizi. A partire dal portiere, un abruzzese razzista che sta per andare in pensione e si trova a dovere passare, per ironia della sorte, le consegne a un immigrato cingalese…a sua moglie Novella, morta da anni, che rivive in alcune bellissime pagine del romanzo in tutto il suo splendore sensuale attraverso la memoria di Evaristo, schivo gentiluomo ormai in pensione, impegnato a respingere le avances di un’anziana gattara, che sogna di sposarlo; alla bellissima inquilina russa, oggetto del desiderio di tutti gli uomini di tutte le età del palazzo. E ancora, alla raffinata nobildonna siciliana e a suo marito, pianista di successo; al pilota di aerei; al medico, che pur avendo lavorato in prima linea in Africa ma non l’ha mai capita; al bigottissimo ingegnere Francesco Aiutamicristo, ai figli un po’ viziati dell’amministratore…

Strutturato con maestria, il romanzo procede ampio e mastoso e alla fine la sensazione è quella di aver incontrato e conosciuto davvero tutti i suoi protagonisti, persino di aver osservato con loro le crepe degli appartamenti dello stabile, mentre ci si sorprende a un certo punto a far caso, inevitabilmente, alle fenditure della propria abitazione…e anche a quella della propria anima.

 

Franco De Chiara ha collaborato per molti anni con la Rai come regista e inviato di Mixer, Chi l’ha visto, Un giorni in pretura.  Ha messo in scena diversi spettacoli teatrali, scritto e diretto tre film e pubblicato quattro romanzi, tra cui Il Navigante e Offerta Speciale.

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