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Gianni Rodari

Yemen: leader sindacato giornalisti sfugge ad attentato a Sana’a

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Il Sindacato dei giornalisti dello Yemen ha accusato quella che ha definito “l’autorità de facto a Sana’a” pienamente responsabile del tentativo di omicidio contro Shubita

Il segretario generale del sindacato dei giornalisti dello Yemen e vicesegretario generale dell’Unione dei giornalisti arabi, Muhammad Shubaita, è sopravvissuto nella notte a un attentato nella capitale yemenita Sana’a.

La piattaforma mediatica “Yemen Future” ha citato una fonte vicina a Shubaita secondo cui il giornalista è stato esposto a una raffica di proiettili mentre era all’interno della sua auto. Uno dei proiettili ha ucciso uno dei suoi parenti e ferito un altro. Il parente del giornalista è morto dopo che è stato trasferito al Kuwait Hospital della capitale, che è sotto il controllo del gruppo Houthi sostenuto dall’Iran, classificato dagli Stati Uniti come gruppo terroristico.

Il Sindacato dei giornalisti yemeniti ha ritenuto quella che ha definito “l’autorità de facto a Sana’a” pienamente responsabile del tentativo di omicidio contro Shubita.

Il Consiglio del Sindacato ha confermato che è in sessione permanente e aperta alla luce del caso, in attesa di maggiori dettagli che fornirà in una dichiarazione successiva.

Il ministro dell’Informazione dello Yemen, Muammar Al-Eryani, ha condannato e denunciato con la massima fermezza il tentato omicidio contro Shubita, spiegando che questo crimine avviene alla luce di un aumento senza precedenti di atti di repressione e abusi praticati dalle milizie Houthi. I ribelli prendono di mira politici, giornalisti, professionisti dei media, giuristi, sindacalisti e attivisti, con l’obiettivo di imbavagliare le loro bocche, scoraggiandoli dall’esprimere le proprie opinioni, non adottando le questioni dei cittadini e nascondendo le pratiche degli Houthi.

Al-Eryani ha sottolineato che le aree sotto il controllo delle milizie Houthi sono testimoni di continue violazioni contro i giornalisti, inclusi arresti arbitrari, sparizioni forzate senza accuse, torture psicologiche e fisiche, emissione di condanne a morte con false accuse, omicidi, sfollamenti, saccheggi di proprietà, licenziamento dal servizio pubblico e altre forme di oppressione e abusi.

Il Ministro yemenita dell’Informazione ha invitato la comunità internazionale, le Nazioni Unite, il suo inviato speciale in Yemen e le organizzazioni interessate ai diritti umani e alla libertà di stampa a condannare chiaramente questo crimine.

 

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