La gente ha sempre dichiarato di voler creare un futuro migliore.
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Milan Kundera

Internet sconosciuto a 4 italiani su 10

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dichiarazione dei diritti in internetQuattro italiani su 10 non hanno mai navigato in Internet e l’Italia è al penultimo posto della classifica europea dedicata all’utilizzo della rete (60%, tre punti percentuali in più nel 2016). Il dato emerge dalla relazione annuale dell’Agcom, illustrata dal presidente Angelo Cardani. Nel Belpaese inoltre si compra meno on line, si utilizzano meno servizi bancari e meno si ricorre a video on demand. L’Italia è invece nella media per l’uso di social network e addirittura sopra alla media per consumo di giochi e musica in rete.

Secondo quanto risulta dal dossier dell’Autorità, inoltre, dopo 10 anni di ininterrotta contrazione, nel 2016 le telecomunicazioni sono tornate a crescere, con ricavi in aumento dell’1,5%. La spesa di famiglie e imprese in servizi tlc è aumentata di circa l’1% rispetto ad una riduzione dell’1,8% nel 2015.

Nella relazione Agcom si osserva poi come Google e Facebook insieme “detengano ben oltre il 50% dei ricavi netti da pubblicità online”, che complessivamente per il 2016 si attestano su un valore stimato pari a 1,9 miliardi di euro. La ripartizione degli investimenti in pubblicità online per device a livello mondiale negli ultimi cinque anni – segnala l’Autorità – indica una crescita della spesa riferibile agli apparecchi mobili, rispetto alla pubblicità veicolata attraverso desktop, che è passata dal 25% nel 2014 al 42% nel dato previsionale per il 2016. Il mercato dei media registra nel suo complesso ricavi per 14,9 miliardi, segnando un rialzo del 5% rispetto all’anno precedente.

Quanto alle reti a banda ultralarga, stanno sempre più conquistando il territorio: si è passati ad una copertura del 41% delle unità abitative nel 2015 al 72% lo scorso anno. Cosa, che consente all’Italia un sostanziale avvicinamento agli obiettivi dell’Agenda digitale europea, anche se, come ha sottolineato Cardani, analizzando i dati di diffusione dei servizi (utilizzo), il nostro divario con la Ue – sebbene si restringa rispetto al 2015 – resta ancora decisamente elevato. La percentuale di popolazione abbonata a reti a banda ultralarga è passata dal 5% nel 2015 al 12% nel 2016, “tuttavia – ha assorvato il presidente dell’Authority – restiamo al 25esimo posto della classifica europea e ben al di sotto del valore medio di utilizzazione” che nella media Ue è del 37%. Allo sviluppo delle reti, ha proseguito “non sempre corrisponde una maggiore penetrazione (come nel caso del Sud e della Sicilia), a dimostrazione di altre difficoltà nella diffusione dei servizi, tra cui (ma non solo) la capacità di spesa. La situazione di realizzazione si presenta più grave nelle aree rurali”.

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