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Abraham Lincoln

Olanda -Turchia: venti di guerra, falsi ideali e mediocrazia

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L’Olanda, fino a poco tempo fa considerato il paese più liberal del mondo, ha vietato, per motivi di sicurezza, l’ingresso alla ministra turca della Famiglia, Fatma Betul Sayin Kaya, che è stata scortata verso il confine con la Germania, e questo dopo aver bloccato anche l’atterraggio dell’aereo di stato sul quale viaggiava il ministro degli esteri Mevlut Cavusoglu, atteso a Rotterdam per un comizio da tenere alle comunità di immigrati: il 16 aprile la Turchia andrà infatti alle urne per decidere se approvare la modifica costituzionale proposta dal governo del Partito della giustizia e dello sviluppo (Akp) che potrebbe trasformare il paese in una Repubblica presidenziale.

C’è da chiedersi quali motivazioni abbiano spinto l’Olanda a un’iniziativa del genere, destinata a segnare profondamente e pericolosamente le relazioni diplomatiche tra i due stati. C’è da chiedersi se a spingere l’Aja a a una mossa che non ha precedenti nella storia del Paese, sia stato l’amore per la libertà e la democrazia e il rifiuto di avere a che fare con i regimi autoritari; o se invece non siano state, piuttosto, le pressioni dell’ultradestra xenofoba di Gert Wilders – secondo partito nei sondaggi elettorali in vista del voto del 15 marzo- che aveva espressamente e inequivocabilmente chiesto che fosse emesso un veto formale nei riguardi di tutti gli esponenti del governo di Ankara, invocandone l’arresto nel caso si fossero recati nel Paese.
Coraggio o vigliaccheria? Fede nei grandi valori dell’Europa che è stata faro dei diritti dell’uomo? O piuttosto deriva trumpista?

In questa era in cui anche le parole e gli ideali più alti vengono abusati, strumentalizzati trasformisticamente, c’è da mantenere alta la guardia e la distanza dai fatti per riuscire a non perdere la lucidità e a mantenere la capacità di discernere e di prendere posizioni. Il momento è estremamente delicato, su tutti fronti. Il dilagare di un populismo sempre più incontrollato e rozzo e il predominio della mediocrazia, che, come sostiene il filosofo canadese Alain Deneault, si è compiuta sotto i nostri occhi attraverso una «rivoluzione anestetizzante» che ci ha travolti e ha affidato tutto il potere ai mediamente competenti a discapito dei supercompetenti o degli incompetent , ci rende fragili ed esposti al pericolo di strumentalizzazioni, perché ha confinato gli spiriti critici negli angoli più bui della società, ghettizzandoli e privandoli di ogni avallo.

Il saggio “La Mediocrazia” di Alain Deneault è stato pubblicato in Italia dall’editore Neri Pozzi
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