La mutilazione per cui la vita perdette quello che non ebbe mai,
il futuro, rende la vita più semplice,
ma anche tanto priva di senso.

Italo Svevo

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qatar2Arabia Saudita, Bahrein, Uae, Egitto e Yemen hanno prorogato di 48 ore l’ultimatum lanciato al Qatar, che avrà così ancora due giorni per rispondere alle 13 richieste che le sono state avanzate dagli ex alleati dopo la revoca dell’embargo entrato in vigore il 6 giugno scorso quando i paesi del Golfo, accusando l’emirato di finanziare il terrorismo, annunciarono la rottura di tutte le relazioni bilaterali con Doha. Tra le condizioni imposte al Qatar l’interruzione dei rapporti con l’Iran e la chiusura dell’emittente panaraba Al Jazeera. Condizioni che Doha ha definito irrealistiche e inaccettabili. Intanto la diplomazia continua a lavorare a pieno ritmo per cercare di trovare una soluzione pacifica alla crisi, con l’emiro del Bahrein al centro del tavolo negoziale. E se per il momento non si intravedono spiragli, fa buon sperare l’entrata in scena del presidente degli Stati Uniti Donald Trump che ha parlato nelle scorse ore, separatamente, con il re saudita Salman bin Abdulaziz Al Saud, il principe Mohamed bin Zayed Al Nahyan di Abu Dhabi e l’emiro del Qatar Tamin bin Hamad Al Thani, esprimento le sue preoccupazioni per le tensioni nell’area. Trump, secondo quanto ha riferito la Casa Bianca, ha ribadito l’importanza di fermare i finanziamenti a terroristi e di screditare l’ideologia estremista, ma ha anche lanciato di un appello all’unità nella regione, “cruciale”, ha detto, “per raggiungere gli obiettivi posti dal summit di Riad per la lotta al terrorismo e la promozione della stabilità regionale”

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