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Gianni Rodari

Donne e lavoro, i pregiudizi italiani battono il Medio Oriente

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Donne e lavoro, una questione talmente dibattuta da diventare quasi banale. Una situazione in realtà di estrema importanza tanto da divenire un focus che più fronti, dai salotti televisivi alle cronache dei giornali, fino alle aule di governo,continuano  a trattare. Un esempio ci viene dalla conferenza “Donne Diplomatiche: sfide ed esperienze”, organizzato dall’associazione culturale Ancislink e che si è svolto ieri presso la Camera dei Deputati di Roma, il cui tema centrale è stato proprio quello di evidenziare il prezioso compito dell’universo  femminile anche in un campo, quello della diplomazia e delle ambasciate che, nonostante il genere femminile dei due termini, sono stati ricoperti prevalentemente da figure maschili. Abbattere allora il muro dai pregiudizi , è questo l’ingrediente principale per una maggiore eguaglianza tra i generi. Pregiudizi sui quali l’Italia pare conquistare una medaglia d’oro, scavalcando addirittura quei paesi, Balcani e Medio Oriente, dove la parola parità sembra spesso essere una sconosciuta.

Carriera e figli, difficile ma non impossibile

ambasciatore Laura Mirachian, presidente Donna Diplomatiche Italiane/Mae

ambasciatore Laura Mirachian, presidente Donna Diplomatiche Italiane/Mae

“Carriera e figli sono due realtà che possono correre parallelamente nella vita di una donna”. Queste le parole dell’ambasciatore Laura Mirachian, presidente Donna Diplomatiche Italiane/Mae, presente al convegno assieme ad altre diplomatiche tra cui, l’ambasciatore della Serbia, Ana Hrustanovic e quello della Repubblica del Pakistan, Tahmina Janjua.  “ Potrà essere difficile ma non impossibile. È una sfida che le donne possono affrontare e che porteranno avanti.  Per far questo però è indispensabile il ruolo del governo. Dovremmo prendere esempio da quei paesi europei, come quelli scandinavi, dove la parità di genere è qualcosa di assodato già da tempo”.

No alle quote rosa, si alla meritocrazia

“La diplomazia italiana  – ha continuato l’ambasciatore Mirachian – conta oggi 187 donne.  Un traguardo importante però molto recente. Gli ultimi concorsi diplomatici sono stati vinti infatti da molte giovani ragazze. Basta inoltre parlare delle quote rosa. L’affermazione delle donne  nel lavoro deve avvenire per la meritocrazia e non per qualche concessione legata al genere sessuale. Flessibilità, più servizi e automatismo nelle sostituzioni per la maternità, sono questi gli elementi concreti che possono aiutare le donne a conciliare la carriera lavorativa con la quotidianità familiare”.

Gli ingredienti per la riuscita femminile

“Ci vuole più flessibilità nell’orario di lavoro.  – ha detto l’ambasciatore italiano – Ora infatti grazie alla tecnologia non è più indispensabile rimanere tante ore nei luoghi di lavoro. Lavorare fino alle nove di sera è ormai più una questione culturale che necessaria. Dovremmo prendere ad esempio i modelli stranieri poi, dove le sostituzioni per la maternità sono automatiche, senza invece dover temere per la reazione, spesso per niente entusiasta, dei nostri capi e offrire più servizi, come ad esempio gli asili nido, all’interno delle sedi lavorative”

L’Italia il paese dei pregiudizi

“In generale  – ha concluso Mirachian- l’ingrediente fondamentale è sgombrare il campo dai pregiudizi. Pregiudizi che nella mia esperienza di ambasciatore ho incontrato più in Italia che nei paesi in cui ho lavorato. Sono stata infatti otto anni nei Balcani e poi in Medio Oriente, in Siria, e nonostante le difficili condizioni di quelle terre, ho sempre incontrato lì rispetto e ascolto per il mio ruolo e per il mio essere donna”.

Sara Pizzei

 

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