Ecco qual è il problema del futuro:
quando lo guardi cambia perché lo hai guardato.

Lee Tamahori

I figli so’ piezz’e core. Ma anche di volto

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figliNe stiamo vedendo di tutti i colori, estensioni, immagini. Parliamo dei tatuaggi, da un po’ di anni invalsi come espressione creativa che utilizza il proprio corpo come base. L’uso ha fatto la fortuna di un nuovo mestiere, quello dei tatuatori (in passato, i pochi che ce n’erano, erano concentrati intorno ai porti), ma un’idea bislacca come quella che stiamo per raccontarvi, probabilmente sarà venuta a pochi. Il ventenne Christian Sechrist, orgogliosissimo di essere diventato padre, e dimostrando probabilmente un raziocinio assai inferiore a quello del proprio neonato, ha voluto ‘festeggiare’ la propria paternità (che non equivale a maturità) facendosi tatuare sul volto non il nome del bebé – il che già sarebbe stato un addobbo fuori dalle righe, bensì il dipinto del visetto del piccino, che ha voluto chiamare Perseus.

L’estensione epidermica scelta non è qualcosa di piccolo e aggraziato, bensì tutto il lato sinistro del volto, dalla tempia fino alla mandibola. Quanto alla resa artistica, giudicate la voi dalla foto: il povero bambino non pare uscirne granché bene. Un particolare ancora più inquietante, però, è che Christian, forse ispirandosi ad ataviche tribù, ha porto anche l’altra guancia, probabilmente secondo i precetti… cristiani. Ma il soggetto scento per il secondo tatuaggio che ricopre parte del cranio rasato, scendendo verso lo zigomo sinistro, è un teschio ghignante e davvero orrido, che nasce da una rosa. Ciliegina sulla torta del volto – murales del giovane Sechrist, sulla guancia destra, una stella a cinque punte. Insomma, esoterismo o gioia per la paternità?
Ah, saperlo…

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