Il futuro entra in noi, per trasformarsi in noi,
molto prima che accada.

Rainer Maria Rilke

La situazione della povertà delle famiglie in Italia

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famiglieLa situazione della povertà delle famiglie ormai, in Italia, dilaga a macchia d’olio, i mezzi ordinari di contrasto istituzionali alla povertà non sono più sufficienti. In Italia 1 bambino su 7 nasce e cresce in condizioni di povertà assoluta, con famiglie che non raggiungono uno standard di vita minimamente accettabile. La povertà assoluta è quella che ha delle ripercussioni, a volte molto gravi, sul nucleo familiare, sulla salute, sulle relazioni, sulla caduta della stima di sé, facendo aumentare sempre di più gli individui incapaci di provvedere a se stessi e ai propri cari. “Ci sono bambini che fin dalla nascita soffrono di carenze che ne compromettono lo sviluppo fisico, mentale, scolastico, relazionale – sottolinea Arianna Saulini, coordinatrice del Gruppo CRC”. Sono circa 4.068.250 le famiglie di poveri che in Italia sono stati addirittura costretti a chiedere aiuto per il cibo da mangiare. Contrariamente agli altri paesi europei in Italia il carico fiscale aumenta soprattutto per le famiglie monoreddito con figli ( +0,5%) e i single con reddito sopra la media (rispettivamente +0,4% e +0,5%).

Povertà non solo economica e materiale, ma anche legata alla solitudine. Oggi non esiste in Italia ancora un monitoraggio a livello istituzionale, manca una strategia nazionale e una visione di lungo periodo nell’allocazione delle risorse a tutti i livelli, europeo, nazionale, regionale e locale. Serve un Piano nazionale di lotta alla povertà che preveda l’introduzione di una misura di sostegno al reddito, sulla base di un patto di cittadinanza che responsabilizzi e metta in gioco entrambe le posizioni sociali: il povero, che si impegna a migliorare la sua situazione, e l’amministrazione pubblica, che deve assicurargli gli strumenti e le opportunità in questa direzione. Serve una effettiva ed efficace collaborazione tra soggetti pubblici e privati a livello territoriale, perché solo così può essere affrontata con successo la lotta alle povertà. Oggi tutti parlano della programmazione finanziaria europea e le sue ricadute e la sua effettiva capacità di determinare politiche concrete. La situazione italiana assomiglia sempre di più a quella attuale della Grecia. Ma quali sono le reali esigenze delle famiglie dell’ Italia e della Grecia? Sicuramente si avverte la necessità di un tavolo di lavoro per politiche innovative, rivolte all’introduzione di alcune misure auspicate, misure concrete e impegno di risorse adeguate affinché venga gradualmente introdotta una misura di sostegno al reddito rivolta a tutte le persone e famiglie in povertà assoluta, che si basi su una logica non meramente assistenziale, ma che sostenga un atteggiamento attivo dei soggetti beneficiari dell’intervento, occorre inserire politiche sociali adeguate, graduali e universali.

Nella maggior parte dei casi, però, chi sperimenta questa condizione di vita se la deve cavare da solo, questo perché l’Italia unica in Europa insieme alla Grecia, è priva di una misura nazionale di sostegno al reddito, cioè, come avviene in linea di massima negli altri Paesi, di un contributo economico per affrontare le spese primarie accompagnato da servizi alla persona (sociali, educativi, per l’impiego) che servono a cercare di uscire dalla povertà. Oggi le storie di povertà che ascoltiamo giornalmente sono storie di chi ha perso il lavoro contemporaneamente con l’altro coniuge, di chi ha uno sfratto esecutivo, senza contare i tanti che carichi di debiti per affitti e utenze non pagati, tasse in arretrato, prestiti raffazzonati o peggio chiesti a usurai, persone padri di famiglie che si suicidano perché sono ormai alla disperazione e non vedono vie di uscita. Ritengo che ciò che sta succedendo in questi giorni in Europa, debba farci soffermarci e riflettere: “Oggi ha vinto la democrazia sulla paura”, tutti insieme per la “libertà dalla povertà”.

Caterina Grillone

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