Che ognuno avrà il futuro che si conquisterà.

Gianni Rodari

L’Africa, il centro dell’emergenza permanente

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Sono milioni le persone che ancora oggi, a pochi giorni dalla conclusione del 2014, non riescono a sfamarsi e vivono in una continua condizione di emergenza umanitaria. A renderlo noto  è il nuovo rapporto dell’Ufficio delle Nazioni Unite per gli Affari Umanitari (Ocha) che ha individuato in 22 Paesi del mondo questa drammatica situazione umanitaria. Dai territori di cui si è parlato frequentemente negli scorsi mesi, come Siria, Striscia di Gaza o Iraq, al Sud Sudan, alla Repubblica Centrafricana o a quella democratica del Congo; luoghi, principalmente situati nel continente africano, che convivono con una realtà dura, devastati da crisi spesso non abbastanza conosciute e su cui invece il dipartimento delle Nazioni Unite ha acceso i riflettori.

Cosa è accaduto quest’ultimo anno?

africa guerraSe a livello mediatico il 2014 si è concentrato principalmente sulla Siria, sulla crisi dell’Ucraina o sui conflitti che stanno interessando l’Iraq e la Striscia di Gaza, non altrettanta attenzione è stata data alla dura realtà e agli accadimenti che stanno devastando buona parte del continente africano, dislocandosi soprattutto nelle aree centrali e orientali. La situazione di conflitti che sta investendo il Sud Sudan e la Repubblica Centrafricana ne sono un esempio.

La situazione del Sud Sudan

Quasi un intero anno pieno di scontri ha devastato buona parte della popolazione del Sud Sudan, uccidendo decine di migliaia di individui e costringendone altre 2 milioni ad allontanarsi dalle proprie abitazioni. Stupri, violenze e carestie hanno portato 1,5 milioni di persone ad una situazione di insicurezza alimentare, una cifra che nel 2015 si è stimato salirà di oltre un milione di unità. Una realtà dura che deve anche fare i conti con il diffondersi di malattie, quali la poliomelite o il morbillo, che potrebbero ulteriormente aggravare la situazione di questo territorio.

La Repubblica Centrafricana

emergenza alimentare africaE non è migliore la situazione della Repubblica Centrafricana, che nell’ultimo anno ha dovuto affrontare  una grave crisi politica, sfociata poi in un violento conflitto che ha interessato gran parte della gente locale. Dallo scorso dicembre, più di un milione di persone hanno infatti abbandonato le proprie case e circa 2,5 milioni hanno bisogno di assistenza umanitaria. Quattrocentoventicinque mila sono poi coloro che si sono rifugiati negli stati confinanti, come Ciad o Camerun, e circa 10 mila i bambini soldato entrati a far parte delle bande armate. Una situazione che continua ad essere tesa a causa dell’instabilità socio-politica, delle conseguenti ribellioni e scontri interetnici che ne stanno ostacolando lo sviluppo, deteriorando le infrastrutture sociali ed economiche e rendendo difficile anche l’accesso agli aiuti umanitari.

La crisi dei 22 Paesi

Spostandosi in Somalia o nella Repubblica democratica del Congo le cose non sembrano molto diverse. In Congo sono  2,7 i milioni di profughi interni e 7 milioni le persone bisognose d’aiuto. Una realtà questa che da ormai molto tempo non riesce ad arginare la grave piaga che mette l’Africa in una continua e pericolosa situazione di emergenza.  Un’emergenza che però è presente anche nel Medio Oriente, ad esempio in Siria, dove ci sono 12,2 milioni di persone bisognose di assistenza o in Iraq, con i suoi 2 milioni di sfollati e 5,2 milioni con urgente bisogno di assistenza umanitaria fino poi ad avvicinarci a i nostri territori europei,  con la crisi che ha recentemente colpito l’Ucraina.

Il costo per aiutare questi territori

Dal rapporto dell’Ocha è emerso poi che sarebbero 16,4 i miliardi di dollari necessari per assistere i 57,5 milioni di persone che si trovano in difficoltà in questi 22 Paesi. Persone che si trovano a fronteggiare crisi più o meno note ma che sicuramente li hanno portati a trovarsi, secondo l’allarme lanciato dal dipartimento delle Nazioni Unite,  in una grave situazione di emergenza umanitaria.

Sara Pizzei

 

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