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Rainer Maria Rilke

A Natale cena a 3 stelle Michelin anche per i più poveri

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a natale cena michelin ad asili notturniUna cena stellata a costo zero. Questo è il Natale proposto da Asili Notturni Umberto I di Torino, una onlus che dal 1886 si occupa di persone bisognose. Una serata in cui l’alta cucina incontra i palati di tutte quelle persone che ogni giorno combattono per consumare anche un semplice pasto. L’appuntamento è allora per il 23 dicembre per una serata da veri gourmet. C’è riserbo ancora sul menù ma sarà l’alta cucina italiana la protagonista della scena. I piatti che generalmente si trovano solo nei più rinomati e cari ristoranti del nostro Paese per una sera saranno a disposizione di chi che negli altri 364 giorni l’anno non potrebbe permettersi di assaggiarli.

A Natale cuochi stellati all’insegna della solidarietà

“Gli ospiti abituali del centro, che nel corso di tutto l’anno, si aggirano intorno alle 2.500 persone, saranno i partecipanti dell’evento benefico”. Queste le parole di Sergio Rosso, presidente degli Asili Notturni Umberto I e Piccolo Cosmo, altra associazione che si occupa di offrire accoglienza gratuita agli ammalati e ai loro familiari che devono recarsi negli ospedali della città per curarsi, che a FUTURO QUOTIDIANO ha spiegato come la struttura torinese fornisca normalmente 100 mila pasti caldi l’anno, 60 mila nelle mense e 40 mila direttamente a domicilio, e a ospitare, tra i diversi servizi, un poliambulatorio, strutture dentistiche e un centro anti-violenza in partnership con il Comune, Procura e Forze dell’Ordine. “Sarà la prima volta – ha spiegato Rosso – che nel nostro centro verrà realizzata una serata di questa portata grazie all’idea nata dagli stessi chef che prepareranno le pietanze che verranno distribuite il 23 dicembre”. E non si tratta di cuochi qualsiasi ma di veri professionisti del settore, tre per la precisione, ognuno insignito di una delle famose stelle Michelin.

Chi sono i nuovi poveri?

Ma chi sono i nuovi poveri? Il Presidente di Asili Notturni Umberto I non ha dubbi nel sostenere che l’immaginario che ognuno di noi ha sempre avuto del concetto di povertà è cambiato negli ultimi anni. Se prima con questo termine si identificavano principalmente gli extra comunitari, oggi il 60% è rappresentato da nostri connazionali. Italiani, senza tetto o precari, per lo più compresi nella fascia d’età tra i 35 e i 60 anni, che a causa della crisi economica hanno visto ridimensionare la propria situazione patrimoniale entrando a far parte della nuova povertà made in Italy.

La speranza, il motore di cui ha bisogno il mondo

“Nel nostro centro – ha proseguito Sergio Rosso – vediamo vari tipi di persone; giovani e meno giovani, persone sole o intere famiglie che hanno serie difficoltà ad arrivare alla fine del mese. Ma nonostante la complessa situazione attuale c’è molta voglia di solidarietà e di speranza. È la speranza infatti quello di cui queste persone, ma anche ognuno di noi, ha bisogno. Il volontariato, quello vero, può allora fare molto. Se aiutato e sostenuto può contribuire seriamente dove ci sono forti carenze sociali”.

Sara Pizzei

L'Autore

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