Ecco qual è il problema del futuro:
quando lo guardi cambia perché lo hai guardato.

Lee Tamahori

Una nuova crisi s’avanza. Lo strano rimpatrio dell’oro tedesco

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di Simona Agostini

Non siamo gli ‘’Stati Uniti d’Europa’’, siamo soltanto ‘’Unione Europea’’ . Questa unione è estremamente fragile, non ha una vera politica, non ha un esercito comune, non ha leggi comuni, ha una Banca, la Bce che non emette moneta da introdurre sul mercato in momenti di crisi come la Fed che, per sostenere la crescita dell’economia americana, stampa 85 milioni di dollari al mese. Una sola grande banca, la Bundesbank, la potente banca centrale tedesca, è l’unica Banca europea inserita in alta posizione nella graduatoria dei grandi colossi bancari mondiali ed è considerata dai mercati come l’azionista di maggioranza della Bce. E soltanto i grandi colossi bancari non possono fallire, perché, se così fosse, sarebbero messi a repentaglio il sistema e l’economia mondiale e i danni diretti e collaterali sarebbero incalcolabili.

Quegli interessi che sono arrivati a quasi 10o mld l’anno

Nel giro degli ultimi anni la finanza è cambiata, la rapidità delle operazioni online infrange la velocità del suono, e ha il potere di bruciare ricchezza e di crearla. Sì, perché, quando sentiamo che la borsa di Milano ha perso, in qualche altra parte del mondo ha guadagnato, quando ci dicono che sono stati bruciati miliardi in un giorno, qualcun altro li ha guadagnati. Tutto si trasforma, nulla si distrugge. Penso all’Italia, viene il dubbio a volte addirittura che possa esserci una qualche trama politica per renderla più debole, e crearle dei seri problemi. Accettiamo passivamente manovre su manovre di decine di miliardi, basate per lo più sull’aumento delle tasse e su trattenute fiscali, per tentare di raggiungere l’obiettivo, ‘’pagare ogni anno dagli 85 ai 100 miliardi di interessi ’’ alle banche per coprire il nostro debito, e circa 25 miliardi di contributo all’Europa per aiutare i paesi in difficoltà. E noi? In mezzo a questa moltitudine di manovre economiche potremmo affondare. Ma attenzione, affondare l’Italia significa mandare in bancarotta anche la Germania e la Francia che hanno nel loro portafoglio una forte quantità di Btp italiani.

La Germania riporta il suo oro a casa. Perché?

Allora quale manovra ci dobbiamo attendere prima della prossima crisi? Dal 2008 ad oggi sono già passati 6 anni e molti dei debiti accumulati con quei paesi esteri sono già stati incassati. Nel febbraio del 2013, alcuni economisti, critici nei confronti della Germania hanno rivelato che la potente banca tedesca, la Germania aveva deciso di rimpatriare circa 36 miliardi di dollari in lingotti d’oro depositati negli Stati Uniti e in Francia. 374 tonnellate di oro immagazzinate nei caveaux della Federal Reserve di N.Y. e nella Banca di Stato di Parigi. Se fosse vero, dietro questa decisione si potrebbe leggere una precisa scelta di manovrare la politica finanziaria e monetaria. Questo perché alcuni esperti tedeschi prevedono, nei prossimi anni, una crisi globale e finanziaria di ampia portata, più devastante di quella del 2008. Intanto in Europa si sospetta che avvengano delle operazioni a danno dell’una o dell’altra nazione. E con questo clima come si fa a rafforzare nel mondo il ruolo dell’Unione Europea?

E le riserve auree italiane? Servirebbero a garantire il debito

È chiaro che una crisi finanziaria con impatto sistemico porterebbe all’implosione dell’euro, e l’accesso all’oro, considerato bene rifugio, nei momenti di massima turbolenza economica, sarebbe una panacea. Esperti economici ostili a Berlino affermano che la Germania gioca d’anticipo e si prepara a fronteggiare un evento di grande ricaduta sul mercato che a questo punto sembra possibile. Non sappiamo se tutto questo sarà confermato dai fatti, ma l’Italia cosa sta facendo per salvarsi? Alcuni ipotizzano che stia utilizzando le riserve di oro depositate presso la Banca d’Italia e le invii con navi ed aerei a New York nei caveaux della Fed per garantire il debito a fronte dell’emissione dei Btp decennali che saranno acquistati dalle Banche ed in uscita durante il 2014 , privandosi di uno dei pochi beni immediatamente disponibili. La cosa importante è che qualunque operazione non favorisca esclusivamente le Banche private ma dia ossigeno anche alle imprese ed ai cittadini contribuendo alla crescita ed allo sviluppo, come è nel programma dell’attuale governo, che il leader Renzi sta proponendo all’intera Europa.

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