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Gianni Rodari

Orrore a Lione. I punti oscuri del macabro omicidio

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orroreHa molti punti oscuri il macabro omicidio che si è consumato oggi vicino a Lione sotto l’ala infausta delle nere bandiere dell’Isis. L’orrore che si è consumato questa mattina nel sito industriale di Isere vicino Lione potrebbe portare la firma di un esaltato senza radici delle periferie francesi, un miliziano fai da te,  uno dei tanti aspiranti alla ribalta internazionale, che sognano lo Stato Islamico. E’ comunque strano anche che della vittima non sia stata resa nota l’identità. Si sa solo che aveva 54 anni, era a capo di un’impresa di trasporti e soprattutto era il datore di lavoro del principale sospettato,  Yassin Salh. L’uomo che è stato brutalmente ucciso possedeva un permesso di ingresso nella centrale Air Products, che si trova a Saint-Quentin-Fallavier e questa mattina la sua ditta avrebbe dovuto effettuare la consegna di gas e altri prodotti chimici. A bloccarlo ai cancelli il suo assassino, che si sarebbe impossessato dell’auto dopo averlo ucciso, decapitandolo e impalandone la testa alla rete che circonda lo stabilimento dopo averci scritto su la dichiarazione di fede islamica  a caratteri arabi e averla avvolta nella bandiera del califfato. Una orrenda messa in scena, una rivendicazione di paternità inoppugnabile a un attentato che non è riuscito ad essere portato a compimento. Una volta entrato nell’impianto da un varco secondario l’uomo infatti ha tentato invano di fare esplodere le taniche di gas che portava a bordo. Ma miracolosamente non è riuscito nel suo intento.

 

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