"Tutto è fatto per il futuro, andate avanti con coraggio".

Pietro Barilla

Elezioni regionali. Calderoli a FQ, “Renzi, il vero sconfitto. Salvini sorprendente”

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Renzi_preoccupatoChi è Renzi? Quello del 40% alle Europee o quello del 22% alle regionali? L’istituto Cattaneo ha calcolato una perdita di 2 milioni di voti per il Partito Democratico che porta comunque a casa una vittoria di Pirro. Così se c’è chi vince ma perde, c’è chi, invece, non ha vinto ma ha ottenuto un risultato straordinario. Se, in Umbria, Claudio Ricci ha fatto sudare sette camicie a Catiuscia Marini è stato grazie a loro. Se Giovanni Toti stamane si è svegliato governatore è grazie a loro. In Veneto hanno mantenuto la loro roccaforte con percentuali bulgare e governano in Lombardia e, fino a poco tempo fa, in Piemonte. È la Lega Nord e Salvini è il suo profeta. L’europarlamentare, divenuto segretario federale ha martellato l’elettorato con ogni mezzo possibile unificando il messaggio e riunendo quell’area conservatrice orfana del centrodestra unito del ventennio berlusconiano. Fra i protagonisti della rivoluzione della Lega Nord c’è Roberto Calderoli, attuale vicepresidente del Senato, per due volte Ministro – prima agli affari costituzionali e poi alla semplificazione normativa – ideatore della legge elettorale prodroma dell’Italicum.

Che aria tira in via Bellerio?
È un’aria di vittoria, assolutamente. Questo è il punto di partenza di un pezzo di percorso che ci porta a creare le condizioni per realizzare il nostro programma.

Come ha fatto Salvini a portare il partito al 12%?
Io sono uno dei primi sostenitori di Salvini, l’ho sostenuto alla carica di segretario della Lega Lombarda, ruolo che ho ricoperto per dieci anni anche io, e anche alla segreteria federale. In realtà ha sorpreso anche me, non mi aspettavo assolutamente una cosa del genere. È assolutamente adatto a questo ruolo e lo ricopre dando l’anima e sputando il sangue. Mi sveglio al mattino e lo sento alla radio commentare le notizie, alle 9 lo leggo sui giornali, alle 10 è a un campo rom, alle 11 in una casa occupata, alle 12 è in sede al partito, alle 13 è a parlare con la gente, alle 14 è in televisione… Lo vedo dappertutto, ha creato una campagna a tappeto, reagendo con tanto coraggio alle numerose aggressioni di cui è stato oggetto.

A far parlare i numeri, la Lega Nord è il primo partito del centrodestra. O della destra?

Francamente, ho difficoltà a definire l’attuale situazione politica italiana secondo la vecchia maniera ideologica destra e sinistra. Piuttosto penso a un insieme di contenuti da condividere, in cui Salvini è stato molto chiaro con gli elettori, rispetto ai temi che interessano in prima persona ciascun cittadino: dal mondo del lavoro alle tasse, all’immigrazione, alla sicurezza, all’Europa, gli altri ne han parlato poco. Lui, invece, è andato sempre dritto al problema. È questa la vera vittoria della Lega Nord, il superamento delle qualifiche, delle ideologie, abbiamo espresso una serie di punti: chi ci sta ed è d’accordo allora bene, ha senso il dialogo. Chi pensa alle logiche del sommare i voti dell’uno con quelli dell’altro allora non va bene più.

Dopo il risultato in Umbria, Toscana e Marche state pensando a cambiare il nome in Lega Centro Nord?

Umbria, Toscana e Marche hanno sempre avuto una segreteria nazionale. Non c’è niente di diverso rispetto a quello che sapevamo. Il risultato elettorale si è verificato perché siamo riusciti a coinvolgere un elettorato che si è riconosciuto in quello che ha detto Salvini.

Sembra che Salvini abbia abbandonato un messaggio elitista nordcentrico per tematiche più “unitarie”.

Non credo. Per esempio, sul Federalismo, posso dire che sarebbe una risposta al Nord, come al Centro, come al Sud. Qualcuno ha attribuito al federalismo colpe che non ha mai avuto. Se vogliamo davvero responsabilizzare i territori – cosa che per me è necessaria – il problema è quello. Gli amministratori dei territori devono essere chiamati davanti all’elettore a rispondere di quello che è stato fatto con i soldi pubblici.

Qual è il messaggio che lanciate a Renzi?

Non è facile dialogare con Renzi, lui fa quello che vuole punto e basta, non è che renda possibile un dialogo costruttivo. Per me questa tornata elettorale è stata la vera sconfitta di Renzi. L’istituto Cattaneo ha stimato in 2 milioni i voti persi dal Pd, questo dovrebbe stimolarlo a cercare un vero dialogo, trovando linfa in proposte che possono arrivare anche delle opposizioni. Abbiamo proposto tante soluzioni che il Governo avrebbe potuto fare proprie.

I rapporti di forza con Forza Italia, invece, si sono praticamente sovvertiti?

Berlusconi resta una parte importante della storia del centrodestra. Continua a esserlo, ma bisogna prendere atto dei numeri.

Salvini ha commentato: “Berlusconi sa contare”

Beh, li abbiamo doppiati anche in realtà storicamente a loro favorevoli, non si può non prenderne atto.

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