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Alan Kay

Sempre più affollati i cieli di Siria. Ora anche i russi bombardano l’Isis

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siria russiaSempre più affollati i cieli siriani. Il paese, che dal 2011 vive il dramma di una guerra civile sanguinosa e senza tregue, potrebbe essere sul punto di una svolta decisiva. Da oggi anche la Russia, il più fedele e potente alleato del regime, su pressante richiesta di Damasco e con il consenso del parlamento di Mosca e dopo averne dato comunicazione agli Stati Uniti, ha cominciato a bombardare le basi dei jihadisti disseminate nel paese. Il primo raid ha avuto come target Talbisa, città vicina ad Homs, e avrebbe mietuto secondo fonti di associazioni umanitarie, già numerose vittime civili, come mostrano in queste ore immagini postate su internet dal quotidiano olandese Volkskrant.

Qui, inoltre, secondo l’ intelligence americano, non ci sarebbe nessuna base Isis, ma solo roccaforti della resistenza. Ed è per questo già polemica, con Mosca che smentisce e tramite la Tass annuncia che sono state colpite postazioni controllate dallo Stato Islamico, che è il nemico comune, tornando ad auspicare che  Bashar al Assad avvii negoziati con l’opposizione siriana. Il presidente Putin lo ha detto nel corso del vertice con il presidente Barack Obama e lo ha ripetuto ancora: “per risolvere la crisi siriana Damasco deve assumere una posizione attiva e flessibile e deve essere pronta a compromessi nel nome del suo popolo”. Un invito ad Assad, che Washington ha definito un “tiranno” che non va sostenuto, a mobilitarsi al più presto.

Un estremo tentativo di riscattarsi, prima che sia troppo tardi. Ma tardi già lo è. Intanto sulla scena siriana ha fatto capolino, senza annunci formali, la Francia che in nome della propria sicurezza e della difesa dei propri interessi ha cominciato a sganciare anch’essa bombe contro le basi dell’Isis. Una mossa che si è attirata forte critiche e il pesantissimo attacco di Mosca, che ha dichiarato i raid francesi “al di fuori del diritto internazionale”, perchè “non autorizzati dal Consiglio di sicurezza dell’Onu o dal governo legittimo di Damasco”. Insomma, povera Siria, è diventata terreno di prova di future alleanze.

Velia Iacovino

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