Il futuro entra in noi, per trasformarsi in noi,
molto prima che accada.

Rainer Maria Rilke

Inizia l’era della tecnologia quantistica. Settimana Italia-Cina in autunno

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L’atterraggio della Cina sulla “dark side of the moon” è ampiamente noto, meno diffusa é la notizia che Pechino ha avviato un’ambiziosa sfida ai giganti globali anche nell’infinitamente piccolo con risvolti pratici che, fino a qualche tempo addietro, sarebbero stati ritenuti pura fantascienza. Il riferimento é, ad esempio al confronto planetario sull’Internet quantistico, o detto in maniera semplificata, le informazioni via web potrebbero essere trasmesse in futuro alla velocità della luce, in sicurezza e processare una mole di dati enorme rispetto a quella che può essere inviata attualmente.

Forse, é ancora più intrigante la partita che si sta giocando sul piano degli arbori del teletrasporto, che non é lo spostamento umano narrato nei film sullo spazio, bensì l’estrema frontiera dell’ingegneria informatica e della fisica. Per semplicità espositiva ci si riferisce, ad esempio, al fatto che i cinesi sono stati in grado di far giungere informazioni dalla terra ad un satellite sfruttando le leggi della meccanica quantistica grazie ad una proprietà chiamata entanglement quantistico. Essa é, in sostanza, la capacità di due differenti particelle subatomiche di reagire in maniera analoga pur essendo fisicamente distanti tra loro.

A conferma dell’importanza dei riflessi concreti che possono aversi con l’Internet quantistico ed il teletrasporto, si ricorda che la Commissione Europea ha varato il più grande programma di ricerca a livello scientifico comunitario proprio nelle tecnologie quantistiche con un finanziamento di un miliardo di euro in 10 anni. Quanto affermato, da un lato, apre scenari avveniristici, dall’altro conferma  quanto pronosticato nel Rapporto 2019 del Global R&D Forecast, ovvero che nel 2024 la Cina diventerà il leader mondiale nella spesa per Ricerca&Sviluppo, a parità di potere d’acquisto della moneta.

Il gigante asiatico punta quindi a diventare il nuovo Eldorado degli innovatori. In questa direzione interessanti opportunità vengono offerte dalla nuova edizione della Settimana della Scienza, della Tecnologia e dell’Innovazione che si svolgerà a Pechino dal 28 al 31 ottobre 2019. Tale iniziativa si pone lungo il tracciato della nuova Via della Seta ed in preparazione del 50° anniversario delle relazioni diplomatiche tra il nostro Paese e la Cina nel 2020. Lo scopo della manifestazione é quello di sostenere la nascita di collaborazioni e partenariati tra università, centri di ricerca, imprese e startup innovative attraverso un ricco piano di networking e matchmaking tra l’Italia e l’Oriente.

Quanto detto per favorire la reciproca collaborazione su temi condivisi, stimolare la flessibilità e la comunicazione tra accademici ed innovatori, incrementare attraverso un partenariato pubblico privato la competitività globale. I settori strategici su cui si focalizzeranno le sessioni di lavoro e gli incontri bilaterali sono: manifattura intelligente, aerospazio, tecnologie agroalimentari, biotecnologie per la salute, mobilità sostenibile, energia e tecnologie verdi e valorizzazione del patrimonio culturale.

I centri di ricerca, le startup e le pmi interessate possono iscriversi sul sito di Città della Scienza alla pagina: http://www.cittadellascienza.it/cina/settimana-cina-italia-dellinnovazione-aperta-la-call-per-pechino-2019/. Il termine per la registazione dei partecipanti é il 30 settembre 2019. L’evento é promosso in Italia dal MIUR, ed in Cina dal Ministero della Scienza e Tecnologia cinese (MOST), e coordinato dalla Città della Scienza in collaborazione con il CNR, i principali enti di ricerca e Confindustria. In considerazione della sua importanza, la manifestazione sarà inaugurata alla presenza dei rispettivi Ministri della ricerca.

All’interno della Settimana Cina-Italia dell’Innovazione 2019 si segnala la Best Startup Showcase-Entrepreneurship Competition, un programma di promozione nel mercato cinese di startup e pmi innovative coordinato in Cina dall’International Technology Transfer Network (ITTN) e in Italia da Città della Scienza in collaborazione con l’incubatore d’impresa Campania Newsteel. Questo percorso consentirà alle  nostre  selezionate startup di entrare in contatto con le realtà cinesi più dinamiche. Una prima tappa vi é stata nella Cina Sud-orientale a Shenzhen, Zhuhai, Xiamen, Hangzhou, Suzhou, ed é stata centrata sulla Digital Economy.

La seconda fase di incontro con l’innovazione orientale é stata attraverso le visite a  Nanchino, Hangzhou e Suzhou che sono delle aree specializzate in Sustainability & Green Innovation.La Best Startup Showcase – sottolinea Mariano Iadanza, responsabile del Business Innovation Center di Città della Scienza – ha fatto tappa, tra le altre destinazioni, a Nanchino, in una delle zone a più elevato tasso di sviluppo tecnologico del Paese. È stata la testimonianza della rilevanza del nostro sistema imprenditoriale e della sua capacità di esportare innovazione pur in un contesto così competitivo come quello cinese. Un altro passo importante nella cooperazione scientifica bilaterale che farà presto tappa anche nel Guangdong, altra area a fortissima espansione”. Inoltre, le 14 startup selezionate per questo secondo round hanno partecipato all’EU High Level Innovation Conference ed alla Nanjing Techweek 2019, che costituisce uno degli eventi di maggiore rilievo tecnologico in Asia. In quest’ultima occasione vi é stato un notevole apprezzamento da parte cinese delle startup italiane. Tra queste ultime la prima classificata é stata “Personal Factory” (Calabria), che sviluppa e produce composti chimici finalizzati alla realizzazione di materiali da costruzione sul posto con materie prime locali. Al secondo podio si sono poste  “Isaac” (Lombardia) e “3bee” (Lombardia), rispettivamente specializzate nella diagnosi, monitoraggio e protezione sismica di edifici attraverso tecnologie non invasive, e nella diagnostica IoT applicata agli allevamenti diretta a evitare l’abuso di trattamenti chimici e antibiotici grazie a un capillare controllo dello stato di salute e del benessere di ogni singolo capo di allevamento. Le terze classificate sono state: “Notre Dame” (Calabria), startup specializzata nello sviluppo e realizzazione di sistemi di elettrocromia per il risparmio energetico negli edifici; eProInn (Campania), startup che progetta veicoli ibrido-solari; e Ponics (Lazio), startup per l’agricoltura 4.0 in grado di fare sintesi tra piscicoltura e idroponica per la coltivazione sostenibile di prodotti alimentari in impianti a zero impatto ambientale con sistemi automatici di autoproduzione e tracciabilità.

Il terzo ed ultimo momento del percorso esplorativo italiano, in vista della finalissima a Pechino, sarà dedicato a Big Data & Comprehensive Health. Tra le nostre 90 startup candidate all’evento conclusivo vi é anche “Inesse Corporation”, un’azienda che mira ad innovare il settore nautico, che segna il passo da un punto di vista tecnologico, proponendo Superfoils15, una barca unica al mondo, che “vola” sull’acqua con l’uso di ali. Essa è il prodotto di design, e di uno staff di altissimo livello proveniente dai top player italiani come Ferrari, Pagani, Luna Rossa America’s Cup. Un’altra interessante impresa che intende essere “dirompente” nel proprio mercato di riferimento é “Idroluppolo”. Essa é la prima startup in Europa che, come suggerisce il nome, produce luppolo tramite colture idroponiche che sono in grado di preservare le caratteristiche organolettriche della pianta e, nello stesso tempo, ne riducono il fabbisogno di acqua, di terreno, e ne accrescono di quattro volte la produzione dei frutti rispetto ai metodi tradizionali. L’impresa è stata già vincitrice della Start Cup Lazio.

 

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