La gente ha sempre dichiarato di voler creare un futuro migliore.
Non è vero. Il futuro è un vuoto che non interessa nessuno.
L'unico motivo per cui la gente vuole essere padrona del futuro
è per cambiare il passato.

Milan Kundera

Le cene al Campidoglio

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campidoglioOgni anno viene dato un premio molto importante alle donne che si sono distinte per le loro qualità. E puntualmente ogni anno la Miccolis, sempre a caccia di notizie interessanti, viene invitata alla premiazione che si celebra presso il Campidoglio. Deve essere sincera, inizialmente le interessava solo entrare in quel magnifico luogo studiato a scuola, perché progettato da Michelangelo e che, tristemente, viene oggi nascosto dalla gigantesca macchina da scrivere che si erge bianca a mo’ di mausoleo a ricordare il milite ignoto (pare il monumento ahimè più fotografato dai turisti). Sulla piazza del Campidoglio è sempre emozionante salirci, sia di giorno che di notte; è il ritorno al Rinascimento, e poi dietro il palazzo centrale alla Roma di 3000 anni fa con i suoi fori imperiali. Non sembra anche a voi di trovarvi all’interno di un quadro?

Ma ritornando al premio, bisogna anche dire che a lei piace molto vestirsi elegante, ha diversi abiti mai usati, perché non ha occasioni per sfruttarli, ma qui può sfoggiarli (anche se con quel piccolo cruccio dei capelli che invidia a tutte le donne parrucchierate). Entra in sala da sola e trova posto accanto a chi capita, a volte persone gentili e simpatiche, a volte persone che guardano con naso in su (stile Bellucci quando parla). Ma gli uni e gli altri, raffinati o non, arrivata una certa ora, alla fine della premiazione, si accalcano in gran fretta al buffet imperiale che si tiene nella terrazza incantata del Campidoglio, quella, per capirci, in cui furono invitati Mr. Obama e sua moglie Michelle. Certo è sera inoltrata, quasi notte, da quella terrazza si vede la Roma illuminata a lounge. Ma la città eterna a lei piace soprattutto di giorno, perché non deve coprire nulla contrariamente alle altre capitali belle di notte. Insomma quale altra città vanta così tante chiese, piazze, monumenti, terrazze… Un insieme di colori pastello dal sapore antico, i colori del cielo, dell’aria, del sole; li ha fotografati bene Paolo Sorrentino ne ‘La grande bellezza’.

 

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Ma il momento poetico svanisce sulle orde di gentildonne con tacchi a spillo e ingioiellate, uomini incravattati e sbarbati, profumi che lasciano la scia; nella sala si fiondano sui tavoli che ancora devono essere imbanditi. La Miccolis vede arrivare antipasti, primi piatti, parmigiane calde, carni e verdure, tartine; i camerieri che passano coi guanti bianchi e rifilano bicchieri pieni di prosecco. Poi le tavolate di dolci, bignè, frutta colorata; le zuppiere si svuotano e riempiono, gli antipasti non si fa a tempo a prenderli, e poi i dolci si ripetono… Lei guarda incredula, e intanto cerca di mangiare e di bere, prima di ritornare barcollando in bici vero casa. L’anno successivo, stesso premio, stesso luogo, stessa sala imbandita, ma questa volta solo di dolci e di bicchieri. Miccolis fa amicizia con il cameriere, il quale le porge gentilmente il bicchiere pieno senza che gli venga nemmeno chiesto; ed ecco la battuta caustica romana che le rimarrà impressa. Chiedendo il perché di questa misera cena, il cameriere le risponde, “è la crisi, nun ce so soldi, bevi bevi che il prossimo anno daranno solo i succhi di fruitta!”. Ahahahhahah!

Stefania Miccolis

L'Autore

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