Il futuro entra in noi, per trasformarsi in noi,
molto prima che accada.

Rainer Maria Rilke

Marta Lemme, miglior stagista 2015 per la Business Integration Partners

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MARTA LEMMEBip, Business integration partners, ha premiato Marta Lemme miglior stagista della società di management consulting dell’anno 2015, sia per la sua grande capacità a integrarsi, ad apprendere velocemente, sia per il grande entusiasmo mostrato. Ed anche se il suo percorso formativo era completamente diverso, “con un background non classico” , come lei stessa sostiene, il suo curriculum – laureatasi a pieni voti al Politecnico di Milano in ingegneria biomedica con svolgimento della tesi, che si è conclusa con la registrazione di un brevetto e la pubblicazione del lavoro, all’University Hospital di Basilea – e la sua giovane età – 25 anni -, sono stati fondamentali per vincere il premio di questa prima edizione. “ È un settore molto competitivo e ad oggi per lo più maschile, ma ho avuto la fortuna di lavorare in un team di colleghi molto in gamba e soprattutto leali, che mi hanno aiutato a superare velocemente le difficoltà iniziali”.

Bip, fondata in Italia nel 2003, è oggi una delle principali società multinazionali di consulenza. È presente in Italia, Inghilterra, Spagna, Tunisia, Turchia, Emirati Arabi, Brasile, Colombia, Stati Uniti e Malesia. La grande intelligenza è quella di formare ogni anno stagisti che valorizzino con il loro lavoro e il loro impegno la società. Questo comporta giovani con grandi capacità, e che sono considerati delle risorse, un vero e proprio valore aggiunto alla società. I giovani non sono sfruttati (perché gli stage vengono retribuiti e così si incentiva l’impegno nel lavoro) e durante il loro periodo formativo vengono guidati, valutati e nella maggior parte dei casi assunti: “Solo nel 2014 sono stati convertiti in contratti oltre il 90% degli stage”. Sapere questo porta respiro e dà veramente speranza. Marte Lemme non conosceva Bip, ne è venuta in contatto grazie all’università; le è stato fatto prima un colloquio, poi, spiega, “al secondo giorno ho iniziato a lavorare a un progetto per Edison, ho conosciuto il mio team e mi hanno affidato un progetto specifico per il quale mi hanno assunto; all’inizio affiancavo la consulente del gruppo, e poi dopo una settimana ero già completamente indipendente”.

Si tratta di progetti informatici, materia che ha dovuto ben rivedere e studiare perché all’università  aveva fatto solo due esami di informatica: “ci ho lavorato tanto, avevo continue riunioni con il cliente con cui mi sono sempre rapportata. Venivo da un percorso diverso da quello che poi ho dovuto intraprendere. Qui si tratta di progetti con Edison e dunque soprattutto il controllo qualità delle piattaforme che si sono fatte e che si stanno facendo; a ognuno di noi è stato affidato un progetto, io seguo tutta la documentazione nelle riunioni, e controllo quello che manca, quello che serve”. Nel suo team ci sono tutte donne,”siamo in cinque, e di solito sono gli uomini ad occupare il nostro posto.

Ci troviamo molto bene, è un bell’ambiente e il nostro manager ci coinvolge e ci guida ed è orgoglioso di noi”; Bip “impiega oltre 1.100 persone a livello globale. I suoi professionisti offrono servizi di consulenza direzionale e business integration, seguono le aziende nei processi di ricerca e adozione di soluzioni tecnologiche disruptive (le disruptive innovations funzionalità completamente nuove e spesso lontane da quelle richieste e valutate dal mercato attuale.).” Conquista sempre nuovi clienti ed esporta i suoi sevizi all’estero seguendo aziende multinazionali: “ La chiave del nostro successo è semplice: puntare all’eccellenza dei servizi con un approccio etico e leale nei confronti dei clienti, trovando sempre soluzioni innovative per problemi tradizionali.”

Stefania Miccolis

L'Autore

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