Il futuro entra in noi, per trasformarsi in noi,
molto prima che accada.

Rainer Maria Rilke

200 candeline per l’inventore del “Sax”: tributo-show al Moncalieri Jazz

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Sarà festeggiato con un evento unico nel suo genere. Perché unico è lo strumento Adolphe Sax ha inventato, tanto da portarne il “nome”. Duecento anni sono passati dalla nascita dell’inventore del sax, da quando cioè in Belgio venne al mondo colui che mise a punto diversificate gamme di “tubi” musicali e brevetti dalle più anomale caratteristiche di destinazione musicale, un personaggio incomparabile che, se inizialmente fu avversato (per invidia) dalla Francia, Paese dove sviluppò il suo lavoro, riuscì in seguito a far conoscere, prima negli Stati Uniti e poi a livello mondiale, una affinata a raffinata produzione di strumenti a fiato dall’inconfondibile registro sonoro.

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A questo personaggio il Moncalieri Jazz dedica la sua diciassettesima edizione ed inaugura il festival, proprio nella data del suo bicentenario, giovedì, con una iniziativa davvero particolare. Al Castello Reale, infatti, a partire dalle 20,30, Attilio Berni, il più grande collezionista di saxofoni a livello ed unico performer internazionale a saper suonare tutte le tipologie di saxofoni esistenti, presenterà una performance che esplorerà – attraverso un repertorio jazz adattato alle varie tipologie di strumento – le metamorfosi e le variegate timbriche del saxofono. Si tratta di uno spettacolo musicale innovativo, compiuto insieme alla formazione ritmica italiana di Benny Golson (precedentemente annunciato ma purtroppo assente da Moncalieri per improvvisi problemi di salute), formata da Massimo Faraò (pianoforte), Aldo Zunino (contrabbasso) e Marco Tolotti (batteria), nel quale Berni suonerà ben 33 sax raccontando per ognuno di essi aneddoti tecnici e curiosi anche e soprattutto in base alla sua sterminata esperienza professionale.

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