Il guaio del nostro tempo è che il futuro non è più quello di una volta.

Paul Valéry

Amore, per Natale mi regali una ninfoplastica?

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Il Natale ormai è alle porte

e con esso la caccia ai regali. I più quotati sono i computer e telefoni, poi abbigliamento, vestiario, giocattoli e tutto il resto. Ma tra le richieste che potrebbero spuntare maggiormente quest’anno tra le coppie c’è quella dell’operazione estetica alle parti intime. Sogno o realtà? La maggioranza delle donne ritiene di non sentirsi a proprio agio con il proprio organo femminile e proprio per questo ricorre alla chirurgia estetica. Ed ecco che riduzione delle piccole labbra, ringiovanimento della vagina, imenoplastica, lipofilling delle grandi labbra diventano tra i principali interventi che le donne chiedono per la chirurgia estetica dei genitali, ed anche se la spesa non è particolarmente onerosa, è quella che maggiormente viene richiesta al partner per coinvolgerlo in quest’avventura. Mi piacerebbe sapere cosa ne pensano gli uomini al riguardo, mentre sono abbastanza consapevole di conoscere le risposte femminili. “E’ un semplice ringiovanimento” mi è stato risposto, “ cosi come farei e/o ho fatto per il seno o per la blefaroplastica”.

Ninfoplastica

Da alcune ricerche recenti si evince che la “ninfoplastica”, la riduzione delle piccole labbra, ha fatto registrare un aumento del 24% negli ultimi anni. Ed è proprio una recente indagine sulla motivazione delle donne che hanno richiesto interventi di labioplastica, (cioè l’intervento indicato per ridurre e riproporzionare le piccole labbra ipertrofiche o sporgenti), con donne che invece non avevano richiesto l’intervento, è emerso che le prime hanno dei livelli elevatissimi di ansia e di insoddisfazione in generale a causa della propria condizione intima. Tale situazione fa anche da deterrente alla possibilità di iniziare e affrontare una relazione sentimentale. Viviamo nella società della bellezza e degli standard elevati, siamo bombardati da messaggi pubblicitari che ci inducono a diventare sempre più belli e sempre migliori di quello che siamo, come mai non pensare di cambiare anche a livello sessuale? Il tema della bellezza è cosi associato a quello della realizzazione sociale che l’idea di intervenire sulla propria vagina potrebbe essere una sorta di gomma da cancellare virtuale capace di azzerare tutte le storie precedenti finite male e la prospettiva di essere pronte per il prossimo futuro principe azzurro dal cavallo bianco. Il prossimo lui sarà sicuramente l’uomo perfetto! Ecco che a questo punto il binomio tra insicurezza interna sul proprio aspetto e aspettativa esterna magica di incontrare l’uomo dei sogni conducono a tutta una serie di interventi ai quali è difficile poi porre fine, in una sorta di bulimia estetica che non riesce a reggere la parola Fine. È importante distinguere la chirurgia estetica ricostruttiva, quella che viene eseguita nel momento in cui ci sono delle importanti condizioni che a volte creano vere e proprie mutilazioni fisiche, ad esempio le conseguenze degli interventi per tumori al seno e alla vulva o ancora a quelle di chemio e radioterapie, e quella chirurgia totalmente estetica indirizzata al perfezionamento di alcune parti del corpo.

Una sessualità migliore?

Le motivazioni sono indubbiamente diverse, ma il fine ultimo è quello di restituire alla persona una condizione di serenità che fino a quel momento è mancata. Il problema principale, però, non sta tanto nel ringiovanimento in sé e per sé e nell’idea magica che un intervento chirurgico-estetico possa rimediare al tempo trascorso. Ciò che invece crea maggiori aspettative e di conseguenza preoccupazioni è il pensiero che tale tipo di intervento possa contribuire ad una sessualità “migliore”. L’aspettativa magica conduce ad una sorta di modello ideale irraggiungibile, quello che confrontato con il risultato finale induce a ritenere l’intervento sbagliato o mal riuscito continuando cosi il vortice della bellezza eterna ed irraggiungibile. Ciò che va sottolineato è che un imene ricostruito non potrà mai ridare la verginità! Non sarebbe forse il caso di apprezzare le esperienze precedenti ed integrarle in una sessualità più consapevole e soddisfacente?! In fondo non è una donna che sappia essere sensuale e allo stesso tempo complice quello che cercano gli uomini?

 

Valentina De Maio

L'Autore

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