Sogni, promesse volano... Ma poi cosa accadrà?

Gianni Rodari

Brasile, è crisi. Fuori dai Brics

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brasileIl Brasile vive una crisi profonda, politica, economica, sociale che si avverte in tutti i settori della società. A monte di tutto, un fenomeno corruttivo di enorme proporzione che investe tutta la classe politica con una valanga di inchieste, arresti, processi che sono ormai un bollettino di guerra giornaliero. A valle, una società civile in parte sfiduciata, in parte vittima di evidenti populismi, ma anche, in parte, collusa con il sistema, spesso indifferente, priva di coscienza civica. I dati economici sono tutti negativi: una crescente inflazione (i dati ufficiali la collocano al 7.5 %, ma il dato reale è ben più ampio), la moneta sempre più debole (oggi il cambio è quasi al 4% con l’euro e 3.5 con il dollaro. 10 mesi fa era rispettivamente al 3.10 e al 2.60), una forte contrazione di consumi, aumento delle imposte e utili in ribasso per le imprese. Scrive Paulo Rabello De Castro sul Globo, che l’aumento delle imposte ha ridotto i consumi e che le maggiori entrate per lo Stato sono state utilizzate per l’impiego pubblico, per benefici vari, sussidi, per il pagamento degli interessi. Tutto cioè per un circuito economico improduttivo a danno di qualsiasi forma di sostegno dell’iniziativa privata e di pur necessarie riforme strutturali. Suggerisce l’economista l’adozione di tre urgenti iniziative: un programma emergenziale, uno strutturale e uno finanziario.

Tradotto, misure per la ripresa dei consumi, misure a sostegno della impresa privata, programma di riforme strutturali per mettere il paese in condizione di competere, un programma finanziario a sostegno del sistema economico. Nella sostanza è il capitalismo di Stato, per di più corrotto, che sta franando e il cui prezzo lo stanno pagando i cittadini. Altri osservatori aggiungono l’altrettanto urgente necessità di una riforma politico-istituzionale come premessa per un paese che voglia riacquistare onorabilità, ma anche efficienza. L’opposizione tuona contro Dilma e il Pt, ma di fatto lascia a Dilma la difficoltà del momento e la evidente necessità di prendere iniziative certamente impopolari. Prosegue intanto l’iniziativa per l’impeachement della presidente. Dopo una grande manifestazione a Sao Paulo la Tv ha mandato in onda un discorso della presidente e in tutta la città le persone si sono affacciate ai balconi e alle finestre battendo le pentole (panelada), dando vita a un’inconsueta protesta. Ma anche la c.d. società civile deve riformarsi, acquistare coscienza, interpretare il ruolo che le spetta in una democrazia. Se prendete la metropolitana a Sao Paulo, peraltro bellissima e moderna, e aspettate che arrivi, vi accorgerete che tra la piattaforma e il vagone c’è uno spazio di almeno 30 centimetri vuoto e pericolosissimo; basta metterci un piede per scivolare sotto il treno.

E’ successo poco tempo fa e un uomo ha perso un braccio. Ma nessuno protesta. Se camminate per strada, spesso dissestata, vedrete sopra di voi grovigli di fili elettrici sopra la vostra testa, ma ssl0.ovh.netnessuno dice nulla. Se per sventura dovete curarvi in un ospedale pubblico o siete ricchi o entrerete all’ inferno. Se dovete dare un’istruzione ai vostri figli lo farete solo se avrete possibilità economiche, altrimenti non avrete accesso alla cultura. Ma nessuno protesta. Nelle democrazie consolidate i cittadini con il voto delegano le funzioni legislative, di governo, email amministrative, ma non l’esercizio democratico che rimane in capo a loro. Però c’è una nuova fascia di cittadini che lo fa: chi ha avuto più possibilità di studiare, di viaggiare, i giovani studenti, i professori. Chi per motivi economici, chi vuole un Brasile diverso, insomma ‘mudanca’ come era lo slogan della campagna elettorale. Speriamo che questo grande paese sappia uscire dalla crisi, sappia riformarsi e rinnovarsi, ne ha le possibilità. L’altro giorno in metropolitana ho incontrato uno studente di letteratura che leggeva un romanzo di Guimaraes Rosa e capendo che ero straniero ha voluto parlarmi, con quel senso di gentilezza e accoglienza tipico dei brasiliani, e alla fine mi ha regalato il suo libro e ha voluto che gli consigliassi un autore italiano. Ecco, questi ragazzi possono essere il futuro del Brasile.

Alessandro Battisti

L'Autore

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