"Tutto è fatto per il futuro, andate avanti con coraggio".

Pietro Barilla

Decapitazione Sotloff. Washington, Isis una banda di falliti

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“Qualunque cosa questi assassini pensino di ottenere uccidendo americani innocenti come Steven, hanno già fallito. Non ci faremo intimidire. Le loro orrende azioni possono solo unirci come paese e rafforzare la nostra determinazione a combattere i terroristi”. Questa la reazione del presidente americano Barack Obama alla notizia di conferma dell’autenticità del video realizzato dai jihadisti dell’ Isis ma intercettato e diffuso da Site, un organismo che studia l’Islam radicale online, video che mostra l’uccisione di Steven Sotloff, il secondo giornalista statunitense decapitato dagli islamisti, lo stesso reporter che compariva alla fine del raccapricciante filmato della decapitazione di James Foley.

Le modalità sono le stesse. L’agghiacchiante regia è la stessa. E stessa la voce – nonostante a quanto pare un tentativo di modificarla – dell’attore principale, “John il britannico”, l’uomo dal volto coperto, al quale i servizi inglesi stanno dando la caccia dopo che è caduta l’ipotesi che si potesse trattare di un famoso rapper di Londra. Un brutto colpo, questa seconda decapitazione, per Washington, che aveva scelto la via di un coinvolgimento militare soft, con raid mirati e affidati ai droni, ma che ora si potrebbe trovare a dover rispondere all’ accusa di aver sottovalutato la minaccia Isis e ad essere costretta a progettare una azione militare più pesante.

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