La miglior cosa del futuro è che arriva un giorno alla volta.

Abraham Lincoln

Quel 14 giugno in cui non successe niente: le domeniche senza serie A

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serie aQuesta è indubbiamente la stagione che più odio al mondo, è la stagione in cui i giovani punkabbestia si preparano al loro consueto avvento a Frassanito con cani al seguito, quella in cui Mattia prova a convincere tutti ad andare a Ibiza (non l’Ibiza normale, l’Ibiza zen, quella che esiste solo nel suo cervello), in cui i Tg  si danno alla pazza gioia mandando in onda, con frequenze giornaliere, quei bellissimi servizi sui vecchi che si fanno il bagno nelle fontane senza prendere manco una multa, quella in cui non c’è il campionato. Questo mi arreca un enorme dolore, sia perché i miei pensieri devono trovare altre cose su cui concentrarsi, tipo il caldo, i calippi, l’eterna lotta tra il tè al limone e il tè alla pesca, la caccia al drink dell’estate perché il vino rosso fa sudare, l’annosa questione della presunta legalità dei pantapareo; sia perché sono una gran sostenitrice dell’assoluta inutilità della domenica. La domenica è un giorno che ha acquisito dignità solamente con l’avvento del calcio nelle nostre vite, per il resto è una giornata inutile. E’ la giornata dedicata ai vestiti buoni, ai babà, alle messe, è la giornata in cui hai la conferma che andare a mangiare gli spaghetti con le vongole di domenica al ristorante è una pessima idea perché quelle vongole sono vecchie, quella in cui sotto casa tua i bambini in monopattino sono in libera uscita e tu devi andare a fare la spesa con l’ansia di rimetterci due costole.

E’ la seconda domenica senza serie A e io sono sopravvissuta soltanto perché sabato scorso c’è stata la finale di Champions quindi ho avuto un piccolo sedativo settimanale. Non succede niente. Tecnicamente domani è un giorno totalmente inutile, talmente inutile che potrebbe essere ricordato come il 14 giugno in cui non successe niente. In più la situazione è chiaramente aggravata dall’enorme amarezza che mi ha lasciato questa fine di campionato.  In più io sono una piuttosto nervosa e iraconda quindi l’assenza (mi auguro permanente) di Britos dalle mie domeniche mi ha decisamente turbata: non so più con chi prendermela, non ho più la mia valvola di sfogo preferita e questo mi deconcentra perché a causa sua adesso me la prendo con tutti indistintamente. Ho un rancore inespresso che mi sta consumando così me la prendo con cose e persone a caso nella speranza che, a furia di maltrattare random tutta la gente che incontro, un giorno possa trovarmi lui davanti e cantargliene quattro. Nel frattempo, quando non inveisco contro cose, impegno il mio tempo libero su tutti i siti di sport possibili e immaginabili nella viva speranza che, mentre io mi stavo limando le unghie, De Laurentiis abbia finalmente acquistato Ciro Immobile che potrei finalmente spuntare dalla mia lista dei desideri per il mercato estivo. Ecco qualche spunto per il presidente con tanto di inopinabili motivazioni annesse alla mia prima stesura della campagna acquisti del cuore.

1) Ciro Immobile: lo voglio perché è napoletano, segna, ha gli occhi azzurri e una camminata buffa. E’ forte e Higuain al momento mi ha annoiata. Tra l’altro se continua così tornerà dalle vacanze estive con altri 50 kg in più. Che sia diventato grasso da quando è a Napoli non ci sono dubbi, che abbia un problema coi rigori nemmeno. E comunque io con cento milioni mi compro almeno 200 case, o 400 monolocali, o cento miliardi di Goleador che poi sarebbero duecento miliardi di Goleador (sempre per la storia che in ogni pacchetto ce ne sono due).serie a

2) Voglio due portieri: Reina mi va bene, gli voglio bene e poi questo renderebbe felice Mertens. E poi voglio Scuffet, lo voglio. E’ una promessa con ancora l’acne giovanile.

3) Behrami: lo rivoglio indietro. Lui è un eroe, non come quel moschettone di Inler che una volta l’anno azzecca un tiro e il resto del tempo gioca a “ammazza il piccione col pallone”.

4) Un muro a difesa: non voglio nessuno, voglio un muro. Un muro enorme, grandissimo. Tipo tanti Britos inermi ammucchiati l’uno sull’altro coi piedi legati.

5) Un motorino per Insigne, non riesco a vederlo correre. Uno come lui dovrebbe stare sempre su un SH, possibilmente bianco.

Alla prossima lista dei desideri!

Martina Di Matteo

 

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