«Lei sogna di ..far tredici? » Ma lo farà sicuro!

Gianni Rodari

La torcia di Ann, che si accende con l’energia corporea

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torciaFinora lo abbiamo sentito dire solo come espressione negativa: “Si trasformò in una torcia umana”. Invece, è il concetto che è alla base di una invenzione di una ragazza canadese di 16 anni, Ann Makosinski, che su questo lampo di genio ha persino vinto il premio Google. Ann ha, infatti, creato una torcia alimentata solo dal calore che promana dal corpo umano. Tutti i grandi inventori inciampano nell’uovo di Colombo (a cominciare da Colombo e da prima ancora) e così è stato per lei. Messa di fronte a dover inventarsi qualcosa per partecipare ad un concorso di scienze della sua scuola, la ragazzina ha rispolverato un’idea che le era venuta allorché si era recata nelle Filippine, per una visita a dei suoi parenti che vivono nel grande Stato-arcipelago. Aveva, infatti, constatato con i suoi occhi che la loro vita si regolava solo con la luce del sole.

Fatto buio, poiché mancava la distribuzione della corrente elettrica ed un generatore di corrente era un costo proibitivo (senza dimenticare che quest’ultimo va alimentato con benzina o gasolio, il che è una spesa aggiuntiva e costante), la vita si sospendeva fino al sorgere di Elios, salvo usare candele e puzzolenti lumi a petrolio. I suoi cuginetti non potevano studiare e fare i compiti a casa. Insomma, preistoria o quasi. La situazione l’aveva molto colpita, tanto da spingerla a pensare a qualcosa per risolvere almeno in parte la soluzione. Dai suoi studi aveva appreso che il corpo umano costituisce un grande generatore di energia. Cosicché ha pensato che era tutta… energia sprecata. Come ‘catturarla’? Ha deciso allora di far ricorso ad una cosiddetta ‘cella di Peltier’: ovvero a un qualcosa che qualcuno aveva già inventato, senza tuttavia intuirne questa specifica applicazione. Soltanto dopo molte insistenze di amici e parenti, però, Ann ha iscritto la ‘sua’ torcia al concorso scolastico e, successivamente, a quello di Google. In entrambi ha vinto, ma crediamo che col concorso del colosso statunitense ci abbia ricavato anche un premio per sostenere i suoi studi successivi e diventare scienziata a tempo pieno.

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