Che ognuno avrà il futuro che si conquisterà.

Gianni Rodari

Mercato libri: gli italiani sempre più vicini a lettura digitale

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Grandi cambiamenti stanno interessando il settore dei libri. Il 2014, secondo le stime di Aie (Associazione Italiana Editori), che verranno presentate domani, nella giornata inaugurale del XXXII Seminario di Perfezionamento della Scuola per Librai Umberto ed Elisabetta Mauri, a Venezia, è stato un anno che ha registrato alti e bassi per questo mercato ma anche un trend in netto favore verso il mondo della lettura digitale.

Il mercato del libro italiano

parete_di_libriSe gli italiani hanno complessivamente speso 1,5 miliardi di euro per leggere, 51,7 milioni sono stati destinati al settore degli ebook, 1,2 miliardi per il vecchio libro di carta (secondo Nielsen nei canali trade) e 111 milioni è invece la cifra sborsata per gli e-reader, secondo la stima provvisoria su dati Assinform. Numeri questi che possono prestarsi a diverse chiavi di lettura. Alcuni dati infatti mostrano un’Italia meno dedita alla lettura ma sommati tutti insieme fanno registrare uno più 0,1% sull’andamento della spesa in questo settore.

Quanto leggono gli italiani?

Anche i dati Istat mostrano un’oscillazione nella lettura italiana. Nell’ultimo anno il numero di persone che hanno dedicato del tempo alla lettura è diminuito, passando da un 43% del 2013 a un 41% nel 2014. Negli ultimi 4 anni è stata stimata una perdita di circa 2,6 milioni di lettori ma nello stesso tempo a crescere è la lettura digitale. Un settore quest’ultimo aumentato del 32,2% negli ultimi 12 mesi. Quasi 54 mila (per la precisione 53.739) i titoli prodotti in digitale, nei vari formati pdf, mobipoket ed epub, l’88,4% in più rispetto al 2012 e con un prezzo di copertina che invece è sceso di circa il 22,8% rispetto allo stesso anno, attestandosi ora nella media dei 6,96 euro. Insomma quello del libro digitale è un settore che è arrivato a fatturare 51,7 milioni di euro, più 39,4% rispetto al 2013.

Un quadro in conclusione che mostra, come sottolineato dal responsabile Ufficio studi dell’Aie, Giovanni Peresson, non tanto la crisi generale dellibro ma il radicale cambiamento in cui la parola chiave è l’innovazione.

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