La miglior cosa del futuro è che arriva un giorno alla volta.

Abraham Lincoln

Se li incontri evitali. Le categorie di uomo da bandire necessariamente dalla propria vita

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Le relazioni tra uomini e donne si fondano tutte su un sottile equilibrio. Mentre le donne si affannano a svolgere tutta una serie di attività misteriose di cui gli uomini ignorano l’utilità, gli uomini rispondono sì con l’aria interessata provando a mascherare l’assoluto (e a parer mio giustificato) disinteresse per quell’inutile storia sull’amica dell’amica che è stata tradita dal fidanzato niente poco di meno che con la sorella della cugina.Io sto quasi sempre dalla parte degli uomini. È inutile negarlo, subiscono vessazioni continue e negli anni si sono dovuti evolvere fino a dover accettare l’esistenza della colata di gel e del brillantino sul canino, un orrore.Eppure anche tra loro albergano loschi figuri con cui nessuno dovrebbe mai avere nulla a che fare, meno che mai una donna.

1.

filosofoIl filosofo: fin dall’adolescenza ha coltivato i suoi capelli lunghi e crespi e i nippoli sui maglioni di suo nonno conquistati con l’eredità. Non lo si può invitare a svolgere nessuna attività goliardica perché rovinerà la cena a tutti con i suoi disperati monologhi sulla letteratura russa, a Trivial Pursuit vincerà sempre lui guadagnandosi il disprezzo di tutti i vostri amici e nemici e vi obbligherà a partecipare a tutte le rassegne di cinema coreano esistenti sulla faccia della terrà umiliandovi nel caso, più che scontato, non riusciate a distinguere i personaggi uno dall’altro.

2.

L’ex represso: probabilmente lui in tempi non sospetti è stato un filosofo. Dopo anni e anni passati a reprimersi e ad ammorbare il prossimo con perle di saggezza sulla letteratura vietnamita, decide, sulla soglia dei trent’anni, di iniziare a dare di matto. Se tutto va bene acquisterà solo una motocicletta e degli occhiali hipster. Se tutto va male utilizzerà l’ego che prima impiegava a vincere a Trivial per scattarsi tanti selfie durante le sue serate in giro per locali.

 3.

lattugaIl vegano: crede che le vongole e i germogli di soia abbiano un’anima. Ti inseguirà in cucina per assicurarsi che i pomodori che tagli siano nella tua cucina per una loro scelta autonoma. Se ti sorprenderà a mangiare una fetta di carne ti obbligherà ad adottare un cinghiale, se mungerai una mucca ti taglierà le mani. È troppo pericoloso averlo accanto.

4.

Il mammone: possiede delle mutande orribili perché se le fa comprare da sua madre, che continua a credere che abbia dodici anni, e indossa calzini spaiati perché non ha la più pallida idea di come possano ricongiungersi due calzini uguali dopo una lavatrice. Anche se tu fossi Cannavacciuolo non sarai mai in grado di cucinare come sua madre. Mediterai di soffocarlo nel sonno, di soffocarti sotto i suoi occhi, di soffocare sue madre e lui contemporaneamente e di tornare alla tua felice esistenza. Non lo farai e ti ritroverai con una figlia di nome Consuelo, proprio come lei.

 5.

kartonIl trasformista appassionato: soffre di cali d’attenzione misti ad attacchi d’amore folle. Per tal motivo passa la sua vita ad assomigliare a tutto ciò che gli piace in uno specifico momento. Si vestirà come Piero Pelù e parlerà con l’accento americano per emulare Matthew McConaughey. Si cala così tanto nella parte che perde il senso della realtà piacendosi più del dovuto. Ha sicuramente dalla sua di non essere noioso, almeno finché non tenterà di travestirvi da Rihanna.

 6.

L’esistenzialista: gira con lupetti neri, sguardo velato e sorride di rado. Sembra un mimo. È quello che vi prende e vi lascia con la solita scusa del non-sei-tu-sono-io-che-ho-qualcosa-che-non-va. Ed in effetti ce l’ha. Non ha bisogno di troppe descrizioni. È bene evitarlo perché tanto dopo un po’ sarà comunque lui a evitarti, quando ti pianterà in asso dicendo che deve ritrovare se stesso in qualche luogo del pianeta. Se vi va di stanarlo sappiate che è rimasto a casa sua a riflettere su quanto male ha fatto al mondo.

 7.

Il cafone: ha una Smart X4 con un’ampia selezione musicale che spazia dal piccolo Antony a Tiziano Ferro in spagnolo. Lui si sente un cittadino del mondo solo perché è stato almeno una volta a Benidorm, un’altra a Barcellona e sogna di espandersi fino a Ibiza. Per dimostrare il suo amore per le varie culture ha come passatempo preferito inseguire studenti erasmus utilizzando espressioni quali “uè cica, hola” e “todo bueno”. Non gli si può dire male. In fondo è quello a cui voler più bene, non fosse che per il piccolo Antony.

Martina Di Matteo

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