Ecco qual è il problema del futuro:
quando lo guardi cambia perché lo hai guardato.

Lee Tamahori

Un’app come medicina per l’agricoltura 2.0

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Malattie, cambiamenti climatici e infezione dei raccolti potrebbero avere le ore contate. La tecnologia viene adesso in aiuto a tutto ciò che mina la buona riuscita di un raccolto o che mette in difficoltà la produzione di un prodotto agroalimentare e lo fa con un’innovativa applicazione. Un prototipo che in tempo reale riesce a controllare la semina dei campi e capire in che modo intervenire per debellare le malattie delle piante.

Il medico digitale dei raccolti

mercatoQuesta sorta di medico digitale dell’agricoltura è il frutto di una ricerca del Cnr di Torino assieme alla collaborazione dell’Università della Pennsylvania; un progetto che, grazie all’Istituto per la protezione sostenibile delle piante (Ipsp), è stato in grado di raccogliere 20 anni di dati sulle infezioni dei raccolti e prevedere anche quali effetti i cambiamenti climatici potrebbero avere sull’agricoltura. Proprio gli agenti atmosferici e le infezioni sono infatti le principali cause della rovina di una coltivazione che nel nostro Paese si traduce di conseguenza nella crisi di uno dei settori principali dell’economia.

Venti anni di dati per salvare l’agricoltura del domani

La preziosità di questo strumento sta proprio nell’importanza e nell’unicità delle informazioni contenute nella raccolta di 20 anni di dati che riguardano il settore agricolo. Informazioni che permetterebbero di prevenire o comunque di prevedere la nascita di infestazioni letali per la sopravvivenza di un raccolto. L’app è in grado poi di mettere in relazione i dati meteo con la posizione geografica del terreno o delle piante che si intendono monitorare, considerando anche i dati relativi alla loro crescita o la presenza di parassiti.

Umidità dell’aria, temperatura e qualità del terreno saranno poi altri parametri messi sotto la lente di ingrandimento del prototipo. Fattori questi che insieme potranno permettere una maggiore e più semplice diffusione delle informazioni relative alle possibili cause della mal riuscita di un raccolto ma anche delle nuove strategie messe appunto in questo campo. Gli agricoltori potranno poi ricevere, direttamente nel proprio smartphone delle mappe ‘personalizzate’ riguardanti i possibili rischi che i loro raccolti potrebbero subire.

Anita Zeipi

L'Autore

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