La mutilazione per cui la vita perdette quello che non ebbe mai,
il futuro, rende la vita più semplice,
ma anche tanto priva di senso.

Italo Svevo

Women in black, quando ‘la morte ti fa bella’

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Il nero sfina, il nero è elegante e sta bene quasi a tutti. Ma il nero è anche il simbolo di occasioni tutt’altro che ‘felici’. Il lutto infatti è da sempre stato associato a questo colore tanto da definirne e influenzarne anche i canoni dell’alta moda. E proprio per ripercorrere cento anni di evoluzione dell’abito funerario, dal 1815 al 1915, è nata la mostra ‘Death Becomes Her’ (la morte ti fa bella). Un titolo che a molti farà venire in mente il famoso film degli anni 90 con Meryl Streep e Goldie Hawn, ma in questo caso il cinema hollywoodiano non c’entra.

Parliamo infatti di un’esposizione allestita nel padigilone Anna Wintour del Metropolitan Museum di New York. Un evento unico nel suo genere che fino a febbraio del prossimo anno mostrerà fantastici abiti ‘total black’ e come questo colore abbia rappresentato negli anni un vero e proprio diktat da indossare nelle occasioni funebri, influenzando anche il mondo del fashion .

Una mostra nata quasi per caso durante una ricerca sull’evoluzione di questo colore nella moda del 19esimo secolo. Un secolo in cui indossare un vestito scuro non era solo espressione di dolore, del lutto appunto che si era subito, ma un vero e proprio status sociale. E se di nero dobbiamo vestirci perché non farlo con gusto? Ecco allora che la moda ci ha messo il suo zampino cercando di associare la mise vedovile alle tendenze del tempo. Il messaggio era quello di rendere cool anche l’austerità e a guardare la bellezza degli abiti che si trovano ora al Metropolitan di New York sembra che la mission sia riuscita.

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