Il guaio del nostro tempo è che il futuro non è più quello di una volta.

Paul Valéry

Io “Lady like” troverò lavoro grazie alla Moretti e al Pd

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Ho scoperto di essere la miglior candidata a diventare un’eurodeputata del Pd. Tutto ciò grazie ad Alessandra Moretti (lo sapevo che prima o poi qualcuno mi avrebbe aperto la mente per indicarmi la strada giusta da seguire). Per chi non lo sapesse la mia futura collega Alessandra ha finalmente dato una voce a noi donne nemiche del monociglio, del pelo libero e dei baffi. Lady Like ci chiama, non mi piace molto ma se servirà a farmi diventare un’eurodeputata mi sta pure bene (parliamoci chiaro, oggigiorno pur di avere uno stipendio fisso sarei in grado di vendere mia madre e mio padre – e detto tra noi non so quanto ne potrei ricavare considerando i menischi mal funzionanti e i calcoli renali – mamma e papà, vi voglio bene). Alessandra mi ha finalmente dato la possibilità di sfoggiare due delle mie migliori argomentazioni, di quelle che sfodero ai primi appuntamenti per far colpo sulle persone. Il primo è lo stile di vita che conduco da quando ho facoltà di percezione del mio corpo, cioè che, nello specifico, labbra, culo e gambe valgono più di una laurea in astrofisica. Il teorema è uno: più gnocca sei più la gente si sorprenderà delle cose intelligenti che dici. Non è affatto un modo per mascherare le proprie lacune intellettive. È evidente che io sia più intelligente del 90% degli esseri umani che conosco considerando che sono l’unica ad aver capito che, dire che l’assassinio Moro non fu voluto solo dalle Brigate Rosse, con una minigonna e un bel tacco a spillo, mi rende più credibile di uno che il caso Moro lo studia fin dall’infanzia.

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In questo modo sono riuscita a presentare libri che non avevo mai letto e non dover dimostrare di aver realmente svolto i 45 lavori differenti scritti nel mio curriculum vitae (che a questo punto non potrò presentare mai più a nessuno). L’altro tema è l’odio smisurato che ho per quelle donne che, al contrario, credono che non tingersi i capelli e non strapparsi i peli dal mento le faccia sembrare più intelligenti. Sono le donne che la mia amica Filomena ama definire le donne con le Birkenstock. Ecco, non solo io sono convinta che una donna che indossa ciabatte ortopediche pecchi di buon gusto, ma anche di intelligenza. Mi sembra ovvio che vestita da asceta fricchettona una donna non arriverà mai da nessuna parte. L’ascesa al successo è una strada di sampietrini da percorrere con un tacco 12 e le ciglia piene di mascara. Perché? Perché i roghi di reggiseni sono fuori moda e i peli sotto le ascelle uno scempio così come le unghie smangiucchiate, le occhiaie, i tatuaggi del sole e della luna che si baciano, le maniche a campana, le giacche a quadroni e l’incenso. Ma io dico, veramente esistono lavori che si possono svolgere con le Birkenstock, la ricrescita e l’anello al piede? E che lavori sarebbero? La guida turistica del Cammino di Santiago o la commessa in un negozio di balsamo di Tigre?

Ecco, soggiunge un altro tema a me molto caro: la parità dei sessi non è avere il diritto di non tingersi i capelli e coltivare i propri peli come se il nostro corpo fosse un orto botanico. La parità dei sessi è avere il diritto di guadagnare un brillante, un viaggio alle Hawaii e una villa al mare in cambio di indossare biancheria intima in cui il cotone e le stampe di Peppa Pig non sono ammessi e vestiti che non sembrino rubati a un mendicante. Arrendiamoci, o meglio arrendetevi, non siamo uguali agli uomini, siamo meno forti, abbiamo sindromi premestruali che ci fanno somigliare più a satana che a degli esseri umani e piangiamo molto più spesso di quanto abbiano mai fatto tutti i nostri antenati maschi messi insieme. Ma abbiamo altre qualità: riusciamo a raggiungere, durante un litigio, frequenze vocali udibili solo da un pipistrello, abbiamo la mano abbastanza ferma da saperci mettere lo smalto e sappiamo accavallare le gambe. Detto ciò, è certo: io sarei un’eurodeputata di gran lunga superiore ad Alessandra Moretti che per quanto si prenda cura di sé ha comunque un parrucchiere impietoso che crede che la fila al centro e le punte all’insù (non sono proprio all’insù ma l’idea è quella) siano accettabili anche al di fuori degli anni ’90. Cucino molto bene qualsiasi cosa, altro che spaghetti al pomodoro!, e ho gusti musicali più all’avanguardia: Rino Gaetano e Noemi? Davvero? E se dico Rage Against the Machine e Brian Eno?

Martina Di Matteo

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