"Tutto è fatto per il futuro, andate avanti con coraggio".

Pietro Barilla

Perchè i russi impazziscono per l’Italia

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“Toglietemi tutto ma non le vacanze”  (Intermedia edizioni) di Simona Agostini è un libro che racconta in chiave economica la passione dei russi per la Grande Bellezza italiana. 

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La bellezza muove l’economia. E la grande bellezza è il motore dell’Italia. Nonostante le recessioni globali e la paura del terrorismo, il nostro paese continua ad attrarre turisti da ogni parte del mondo, confermandosi meta preferita dei viaggiatori di lusso. Strategie di marketing sempre più raffinate? Investimenti mirati ad assicurare un comfort sempre più sofisticato,  naturistico e tecno al tempo stesso ? Sicuramente. Ma il vero segreto di questo successo è al di là di ogni studiata progettazione ed è tutto racchiuso nel glamour che il nostro brand-paese riesce da sempre a evocare e che è il prodotto speciale della sua storia, mescolata al suo mare, alle sue coste, al clima, alla dolcezza della campagna e ai suoi  sapori, alle vette dei suoi monti e alla capacità spontanea di accogliere che possiede la sua gente. Un ineguagliabile mix che non si può artificialmente riprodurre in laboratorio. Lo conferma questo studio di Simona Agostini, che ha il merito di far luce su  un segmento importante di un comparto vitale della nostra economica,  soffermandosi in particolare ad analizzare i flussi turistici dalla Russia.

Flussi, che non si sono mai interrotti e che  neppure l’embargo, imposto dall’Occidente a Mosca, dopo lo scoppio della crisi con l’Ucraina, è riuscito a  ridurre.  Italia – fascino, Italia- eleganza, Italia – arte, Italia- esclusività: sono equazioni da sempre impresse nel Dna dei russi, che oggi come ieri amano e apprezzano il nostro paese. Equazioni che fanno parte di un vissuto antico di secoli. Come ricorda la ricercatrice, fu proprio un architetto italiano Ridolfo Aristotele Fioravanti a progettare e a realizzare nella seconda metà del Quattrocento la costruzione della cattedrale dell’Assunzione, quel capolavoro di linee e volumi dalle cinque cupole d’oro, che troneggia nella piazza del Cremlino, icona del fasto di una nazione che ha sempre aspirato all’assoluto.Un assoluto del quale può essere tramite solo la bellezza. Di qui il culto che esplose tra Settecento e Ottocento per i grand tour che i giovani dell’aristocrazia e della futura leadership economica e politica della Russia erano quasi tenuti a compiere per perfezionare se stessi. Non a caso era l’Italia, che è sempre stato il luogo per eccellenza della grande bellezza, la meta preferita. Soggiornarvi rappresentava uno status symbol irrinunciabile per chi si sentiva investito di tutta la grandeur dell’impero. Una storia che, dopo il crollo dell’Unione Sovietica, sembra oggi ripetersi in forma nuova, come l’acuta analisi di mercato di questo libro ci conferma.

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