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Gianni Rodari

AGRICOLTURA SOSTENIBILE, FULCRO DEL MEDITERRANEO

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Nell’anno dell’Expo dedicato all’alimentazione, una partnership partita alla fine del 2012 tra lo Iai – Istituto Affari Internazionali – e l’Ocp Policy Center di Rabat è di particolare attualità e si orienta appunto verso un dibattito franco e aperto sulle maggiori problematiche tipiche dell’area del Mediterraneo. Iai e Ocp sono partiti con largo anticipo. Nel quadriennio 2013 – 2016, la partnership si focalizzerà su tre campi di ricerca, quali la gestione e l’uso delle risorse naturali e le loro potenzialità per lo sviluppo economico e sociale della regione del Mediterraneo; il ruolo del Marocco a sostegno della cooperazione euro-mediterranea nel campo della cooperazione energetica; la sfida della sicurezza alimentare nel Medioriente e nel Nord Africa e il ruolo dell’Unione europea. Il progetto si articola in una serie di step, di cui il primo è costituito dalla conferenza, svoltasi lo scorso novembre a Rabat su: ‘La costruzione dell’agricoltura sostenibile per la sicurezza alimentare nell’area euromediterranea: sfide e opzioni politiche’, le cui relazioni convergeranno in un volume ad hoc, pubblicato entro il prossimo aprile.

“Sicurezza alimentare e Agricoltura sostenibile nell’area euromediterranea”

agricolturaIeri, a Roma, presso la sede dello Iai, si è svolta la conferenza internazionale: “Sicurezza alimentare e Agricoltura sostenibile nell’area euromediterranea’, alla quale hanno dato il loro contributo di riflessione e di studi docenti universitari e di istituti di ricerca, policy-makers e rappresentanti della società civile, per discutere i punti focali della sicurezza alimentare e dell’agricoltura sostenibile – con un particolare focus sull’Ogm sì, Ogm no – in vista dell’Expo 2015. Un punto di approdo complesso è previsto per la partnership strategica Iai – Ocp, giacché consterà di tre eventi, fra giugno, settembre e ottobre, presso l’Expo, organizzati allo scopo di diffondere i risultati raggiunti dall’attività, durante le iniziative parallele all’Expo.

Il convegno – che godeva anche della partnership del Ministero degli Affari Esteri italiano – nel corso di due sessioni e di una tavola rotonda finale, ha messo in luce le maggiori problematiche di un tema cruciale come la sicurezza alimentare e l’agricoltura sostenibile in un’area che è stata la culla dell’agricoltura sin dall’antichità, ovvero il bacino del Mediterraneo: ad esempio, la dipendenza dall’importazione dei prodotti alimentari; il deterioramento e e l’estinzione delle risorse naturali – non solo il petrolio: è dell’acqua che dovremmo maggiormente preoccuparci…!-; il deficit delle biodiversità; il cambiamento climatico e l’urbanizzazione senza regole.

L’agricoltura nell’area euromediterranea

logo-IAI1Nella seconda sessione si è svolta una valutazione critica delle politiche inerenti all’agricoltura e ai suoi prodotti nell’area euromediterranea. Alcuni temi-chiave sul tappeto sono stati i processi di liberalizzazione agricola, evidenziandone le più rimarchevoli conseguenze, le questioni in gioco e le sfide; il ruolo della riforma della Politica agricola comune europea (Cap) e le sue implicazioni per la regione del Mediterraneo nonché la questione dell’Ogm. In questo caso, è stata evidenziato l’approccio antitetico in materia: l’Italia e il Marocco si trovano sulla stessa lunghezza d’onda nel non consentire le coltivazioni geneticamente modificate; altri Stati europei, la Spagna in prima linea, invece, danno loro il via libera. Il che fa rientrare dalla finestra prodotti Ogm la cui produzione è vietata sul nostro territorio. Nella tavola rotonda finale, poi, si sono confrontati i rappresentanti istituzionali di Ministeri degli Affari Esteri e dell’Agricoltura, Fao, della ricerca, con l’Università di Siena e del Comitato scientifico di Expo 2015, col coordinamento del direttore dello Iai Ettore Greco, identificando le opportunità di cooperazione euromediterranea e le azioni comuni nel campo della sicurezza alimentare e di un’agricoltura sostenibile e non impoverente le risorse del suolo.

Annamaria Barbato Ricci

L'Autore

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