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Alan Kay

Commissione Ue. Europa stenterella. E in Italia cresce solo il deficit

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Jyrki Katainen, vice presidente della Commissione Europea

L’economia dell’eurozona non decolla. Anzi. La crescita nei 18 paesi dell’area si conferma addirittura inferiore alle previsioni non rosee dell’1,2%  di inizio anno: è  ferma infatti allo 0,8% e nel 2015 è destinata a non superare l’1,1% . La conferma arriva dalla Commissione europea, che ha annunciato che farà il possibile per correre ai ripari e  si è impegnata a utilizzare tutti gli strumenti a sua disposizione e tutte le risorse necessarie per rimettere in moto la difficile macchina della ripresa e del mercato del lavoro. Il vice presidente Jyrki Katainen ha annunciato un piano della Ue da 300 miliardi per sostenere e accelerare gli investimenti

“Non c’è una singola, semplice risposta per far fronte alle sfide con le quali deve fare i conti l’economia europea”, ha detto Pierre Moscovici, commissario per gli Affari finanziari, ribadendo che per uscire dal tunnel è necessario agire su tre fronti: adottare politiche fiscali credibili, fare riforme strutturali ambiziose e e investire sia nel pubblico che nel privato. “Dobbiamo tutti assumerci – ha spiegato- le nostre responsabilità”.

Intanto quel che è certo è che l’inflazione nell’eurozona continuerà a rimanere bassa, mentre la disoccupazione resterà alta. Un trend che comincerà a migliorare soltanto nel 2016. Ci vorrà ancora del tempo per vedere dunque i frutti delle riforme economiche europee e delle misure messe in atto dalla Bce, che per aiutare le banche a consolidarsi, sta continuando a mantenere i tassi di interesse bassi. Come ha spiegato Marco Buti, direttore generale del dipartimento economico della Commissione, è uno scenario quello che affligge l’Europa di oggi che ha radici nella crisi globale del 2008.istat

Quanto all’Italia, che, secondo Bruxelles, il prossimo anno dovrà fare i conti con un deficit da record, che toccherà il 133,8% per poi finalmente ridiscendere, ha registrato nel 2014 un calo nel pil che è stato pari allo 0,4 % . Il nostro Paese,  secondo Bruxelles, dovrebbe riprendersi a partire dal prossimo anno: nel 2015 si prevede infatti una crescita dello 0,6 % del prodotto interno lordo  e nel 2016 un’impennata dell’1,1%.Resta ferma la Francia, che potrebbe al massimo crescere dell’ 0,7% nel 2015 per ripartire nel 2015 segnando un positivo dell’1,5%. Ma più deludente di tutti s’annuncia la Germania, il cui pil per il  2015 non supererà l’ 1,1% (ridotto rispetto al 2014, 1,3%) .

 

 

 Velia Iacovino

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