Che ognuno avrà il futuro che si conquisterà.

Gianni Rodari

Mozambico, foreste a rischio per il contrabbando cinese

0

Cento specie diverse di legname messe a rischio dal contrabbando cinese per un giro d’affari che tocca punte del 76%. Questa è la situazione del Mozambico, un paese sull’orlo del crack forestale, secondo il rapporto “First Class Crisis”, pubblicato i giorni scorsi a Londra dall’Enviromental Investigation Agency (Eia). Stando a quanto evidenziato da tale indagine, emersa dopo lunghi controlli sul campo, una delle maggiori risorse dello stato africano è minata dall’eccessiva domanda cinese che lo sta portando verso un preoccupante disboscamento.

Cina, principale esportatore del legname mozambicano

legno illegale Da quando nel 1998 la Cina ha vietato la deforestazione e avviato una politica di preservazione delle proprie foreste, la sua economia si è spostata verso il continente africano alla ricerca di nuovi territori. E l’occhio cinese si è posato sul Mozambico facendo crescere rapidamente la domanda di legname fino ad arrivare al 93% dell’esportazione di legno mozambicano ora diretto proprio verso lo stato asiatico.
Ma dalle indagini Eia è emerso un dato impressionante. Il 76 % del legno prelevato dal paese africano nel 2013 è infatti di origine illegale e la causa principale di tale criminalità forestale sembra essere causata proprio dalla domanda cinese. Nonostante le rassicurazioni dei funzionari di governo locali, il contrabbando in questo settore e diretto al mercato del paese asiatico, come sottolinea l’Environmental Investigation Agency, è arrivato a valori di prelievo che superano di molto un volume sostenibile. Di questo passo la scorta del legname utilizzato finirà tra circa 15 anni.

235.500 metri cubi di legno esportati illegalmente
I numeri parlano da soli, il 46% dei metri cubi dei tronchi africani diretti in Cina è di origine illegale, si parla di 235.500 metri cubi, una quantità che basterebbe a riempire una fila di container di 72 chilometri. Una situazione grave che ha già privato nel 2007 lo stato africano di circa 146 milioni di dollari di entrate fiscali andate perdute.
Frenare l’ondata di illegalità attraverso la sospensione immediata di ogni esportazione di legname, questo secondo Eia è il compito più urgente del Mozambico e l’unico modo per uscire dal tunnel della criminalità. Un contrabbando che tra le prime vittime vede le comunità rurali costrette a  sopportare il peso della situazione e che vengono impoverite da un’attività che sembra proseguire indisturbata.

Sara Pizzei

L'Autore

Lascia un commento