Ecco qual è il problema del futuro:
quando lo guardi cambia perché lo hai guardato.

Lee Tamahori

Il mondo è in diretta: è scoppiata la Periscope-mania

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Twitter ha lanciato da pochi giorni Periscope, una nuova app per girare video con lo smartphone e trasmetterli direttamente in tempo reale. In pochi giorni migliaia di persone in tutto il pianeta hanno iniziato ad usarla. E’ scoppiata la Periscope-mania. Internet è già diventato da anni la lente, la finestra, attraverso cui guardare la realtà. Uno strumento che ha moltiplicato lo sguardo, che ha permesso a chiunque di girare il mondo, di sbirciare luoghi lontani e inaccessibili, di entrare in contatto con qualsiasi persona, di qualsiasi settore. È il mondo globale. E ora il mondo in diretta. Periscope rappresenta quel tassello in più, un altro modo per spiare la realtà, ma soprattutto per diventare protagonisti, per “condividere” in una maniera ancora più perfetta la propria vita con il resto del pianeta. Un’eterna diretta su un eterno palcoscenico.

Dove, come, quando e perché

periscopeLa prima regola per poter usare questa applicazione è avere un profilo su Twitter, poi avere un iPhone o un iPad, perché per ora funziona esclusivamente sui dispositivi della casa della mela. Ma a breve sarà, neanche a dirlo, anche su Android. Per utilizzarla basta abilitare l’accesso alla fotocamera, al microfono, volendo attivando anche la geolocalizzazione, inserire un titolo e infine cliccare su “Start Broadcast”. Tutto qui. In più il tutto è social. C’è la possibilità di condividere, commentare, mandare cuoricini agli altri broadcaster e l’integrazione con Twitter rende Periscope ancora più social e divertente, aggiungendo anche quell’aspetto ludico che mancava ad altre applicazioni simili a questa. L’app è scaricabile gratis dall’Apple store, e questo ha reso il fenomeno virale. Migliaia di persone sono diventati broadcaster, presentatori della propria vita.

I casi e le possibilità

Periscope è stato già utilizzato in diversi contesti, visto che si può videotrasmettere qualsiasi tipo di evento in tempo reale. Dalle feste, agli eventi passando per i fatti di cronaca, e per i video più o meno rilevanti. Può essere anche un ottimo strumento per aziende e imprese, o per chi è alla ricerca di fama. Non a caso hanno iniziato a cimentarsi con le dirette i partiti, alcune imprese come Skyscanner che ha portato i suoi follower in giro per il mondo, e infine, ad esempio, può portare a nuove scoperte: una cantante l’ha sfruttato per promuoversi ed è stata appena scoperta proprio attraverso una delle sue dirette.

Per il futuro

In futuro si prevedono conferenze stampa, servizi in diretta, lezioni universitarie, presentazioni, o inediti possibili nuovi formati di intrattenimento. Ma anche altri fenomeni più fastidiosi, come la terribile mania cani-gatti-animali di tutti i generi, già scoppiata su Facebook. Chi non è capitato anche solo per caso su uno di quei video condivisi in rete da amici sadici? Ecco, se avete presente, il virus sta infettando anche Periscope, dove il rischio di ritrovarsi di fronte a video irrilevanti (è scoppiato anche gli ironici hashtag: # fridgeview, #inthefridge, #showyoutfridge. “Cosa c’è nel tuo frigo?”) è scontato.

I numeri

Solo nel primo weekend d’esordio i link alle dirette hanno toccato quote incredibili: oltre 100 mila. Attestandosi poi su una media di 16/17 mila al giorno. Ma si aspettano nuovi e più precisi dati che non tarderanno ad arrivare. Periscope è come essere chiusi in un’ampolla di vetro da cui si può vedere tutto il mondo. Un mondo che a sua volta può arrivare con il suo sguardo oltre le pareti, azzerando la privacy, sia di chi il video lo gira, sia di chi ne potrebbe diventare l’ignaro protagonista.

Il cerchio di Dave Eggers

Per chi l’ha letto, viene facilmente in mente l’ultimo libro di Dave Eggers “Il Cerchio” – giusto per cercare un esempio recente e non andare diretti a 1984 di Orwell – che immagina una società distopica avanti solo di qualche passoperiscope a quella attuale. Un mondo dove tutto diviene sempre più “limpido” e in cui “la privacy è un reato”. “Se non sei trasparente, cos’hai da nascondere?” recita uno degli slogan dell’azienda “Il Cerchio”. Dove la società viene messa a nudo, dove in giro per le case, per le strade, vengono piazzate piccole telecamere che riprendono ventiquattr’ore su ventiquattro la vita di tutti, nessuno escluso. Dal politico al comune cittadino, dai bambini agli anziani. E in qualsiasi luogo, dai luoghi pubblici alle case private. Un mondo trasparente che fa paura e che con Periscope si avvicina a questa visione:

«I segreti sono all’origine dei comportamenti asociali, immorali e distruttivi. E se ci comportassimo tutti come se fossimo osservati? Porterebbe a un modo di vivere più morale. Saremmo finalmente costretti a essere la versione migliore di noi stessi. Finalmente, finalmente possiamo essere buoni. In un mondo dove le brutte strade non sono più un’opzione, non abbiamo altra scelta che essere buoni… Perché la nostra voglia di vedere il mondo non dovrebbe essere soddisfatta? Ecco la massima trasparenza. Senza filtri. Vedere tutto. Sempre. Tutto quello che succede sarà conosciuto. Diventeremo onniveggenti, onniscienti».

Nella stessa maniera Periscope mette in scena l’esistenza senza filtri e, oltre al già citato problema di privacy, potrebbe portare all’estremo fenomeni come la pornografia, la pirateria digitale e la violazione di tutti i contenuti protetti da copyright (pare che il primo episodio di Game of Thrones sia stato trasmesso illegalmente proprio attraverso Periscope) o il selfie. Ora i selfie potranno infatti trasformarsi in immagini in movimento. Sicuramente una radicale innovazione nel mondo dei social media che può portare dei profondi cambiamenti anche nella quotidianità. Resterà una moda? Insomma, trend o fenomeno?

Ilaria Pasqua

L'Autore

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