La mutilazione per cui la vita perdette quello che non ebbe mai,
il futuro, rende la vita più semplice,
ma anche tanto priva di senso.

Italo Svevo

Sogno di un’impresa al femminile: il b&b letterario

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Lapidario e tranchant fu Giulio Tremonti, quando, da ministro dell’Economia, sentenziò: “Con la cultura non si mangia”.

gruppo_women_webUn’attività economica profumata di cultura, malgrado quest’uccello del malaugurio, può avere il suo perché. Specie se, a reggere le fila, ci sono due donne (anzi tre, raccontandovi la storia, vi spiegherò il perché) coraggiose, che intrecciano il petrolio d’Italia, alias il turismo e l’accoglienza alberghiera, con le suggestioni culturali.

L’anno scorso Luisa Gissi, venticinquenne, si alleò con Antonella Bufi, 40 anni, per rilevare, di fronte al mare a Molfetta, la gestione di un minuscolo bed and breakfast. La struttura c’era già, di proprietà di una signora tedesca (è perciò che le donne sono tre…) che gliela cedette in comodato d’uso gratuito, a patto che ne assicurassero un’accurata manutenzione. Le ragazze vollero metterci proprio, innanzitutto nel nome: ‘Il Mulino di Amleto’ (Adelphi, 1983… ma l’opera è del 1969), ispirandosi al titolo di una fortunata opera di Giorgio de Santillana ed Herta von Dechend che, nel risvolto di copertina, viene indicata come “uno di quei rari libri che mutano una volta per tutte il nostro sguardo su qualcosa”.

Nel caso di Luisa & Antonella, molfettesi, davvero un mutamento. La prima, appena laureata in Filosofia a Bari e con l’esperienza di un Erasmus a Parigi, aveva subito anche l’inattesa perdita del padre, ricercatore universitario; la seconda, ottima restauratrice, si era stufata di un nomadismo professionale, aveva incassato la delusione dei pochi affari di una bottega di restauro nel paesello natio e aveva optato per l’assistenza bancaria in call center, ovvero un’attività lontana anni luce da stucchi, ritocchi e dorature. Ma… il Futuro è donna anche per questo.

“Abbiamo deciso di accettare la sfida di gestire part time ‘Il Mulino di Amleto’, che ci richiedeva un investimento più in tempo che in denaro, visto che abbiamo aperto lo scorso giugno, con un iter burocratico velocissimo, di due mesi – dice Luisa – Non ci siamo neanche applicate a ricercare potenziali finanziamenti, regionali o europei, a sostegno delle start up. Volevamo dare una specificità alla nostra accoglienza, così abbiamo pensato di ispirarci alla letteratura, intitolando ogni stanza a un personaggio memorabile (ad esempio, don Chisciotte) e disseminando citazioni letterarie su ogni dove: lungo i muri, sulle tovagliette per la colazione, persino sugli strofinacci. E poi, libri, libri dappertutto”. C’è pathos in quello che dice; c’è sincera compartecipazione nell’amore per la cultura… e la libertà. Luisa è volontaria di Emergency – a proposito, se siete soci dell’Associazione, vi spetta uno sconto -; è, inoltre, fondatrice, insieme ad altri giovani di Molfetta, di ‘Lib(e)rOfficina, Gruppo culturale che cura eventi, concerti, presentazioni di libri, piccoli convegni. La città non è piccolissima (60mila abitanti), dunque c’è spazio per le proposte di un pensiero libero e visionario. Ma anche saldamente ancorato alla realtà, col ‘Mulino di Amleto’, che macina cultura e libertà per impastare utili e sapere.

Annamaria Barbato Ricci

L'Autore

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